Non sono mancate, in questi primi mesi di pontificato di Francesco, le critiche, più o meno velate, ai «silenzi» del Papa su alcuni temi «sensibili», in particolare di carattere bioetico. In realtà, è stato lo stesso Pontefice a spiegarne il motivo. Per esempio, durante il recente viaggio in Brasile, non ha parlato di aborto ed eutanasia. Ma sull’aereo di ritorno Francesco ha risposto a una domanda specifica sull’argomento dicendo che non ce n’era bisogno perché la posizione della Chiesa è chiara. Tuttavia, quando lo ritiene opportuno, il Papa non si tira certo indietro. Così ha affrontato questi argomenti in un messaggio inviato proprio ai brasiliani in occasione della Settimana nazionale della famiglia, promossa dalla Conferenza episcopale carioca, che si è aperta domenica. Dopo aver ricordato «le gioie ricevute» nel recente viaggio, ancora «vive nel cuore», il Pontefice incoraggia i genitori nella «missione nobile ed esigente di essere i primi collaboratori di Dio nell’orientamento fondamentale dell’esistenza e nella garanzia di un buon futuro. Per questo è importante che "i genitori coltivino pratiche comuni di fede nella famiglia, che accompagnino la maturazione della fede dei figli. (Lumen Fidei, 53)”. I genitori – prosegue il messaggio, riportato dalla radio Vaticana – «sono chiamati a trasmettere con le parole e soprattutto con le loro opere, le verità fondamentali sulla vita e l’amore umano, che ricevono una nuova luce dalla Rivelazione di Dio. In particolare, di fronte alla cultura dello scarto, che relativizza il valore della vita umana – sottolinea il Papa - i genitori sono chiamati a trasmettere ai loro figli la consapevolezza che essa deve essere sempre difesa, sin dal grembo materno, riconoscendovi un dono di Dio e garanzia del futuro dell’umanità, ma anche nella cura degli anziani, specialmente dei nonni, che sono la memoria viva di un popolo e trasmettono la saggezza della vita». Infine il Papa auspica che le famiglie possano essere «le più convincenti testimoni della bellezza dell’amore sostenuto e alimentato dalla fede». Poche parole ma di significato molto profondo. Il Papa ha ribadito il ruolo insostituibile della famiglia non solo nella trasmissione della vita ma anche della fede. Una vita che va difesa in ogni sua fase, dal concepimento alla morte naturale: lo sguardo del Pontefice abbraccia sia il dono della vita nel grembo materno che il patrimonio di ricchezza rappresentato dagli anziani, stigmatizzando quella «cultura dello scarto» contro la quale si era già pronunciato in Brasile. Il Papa ha inviato anche un messaggio all'arcivescovo metropolita di Città del Messico, cardinale Norberto Rivera Carrera, in occasione dei 200 anni dalla costruzione della cattedrale della capitale messicana, anniversario che sarà festeggiato il prossimo 15 agosto. E anche in questo caso ha parlato di famiglia e giovani: «Dobbiamo accettare la sfida di guardare al futuro con speranza. Che nessuno ci rubi la speranza» ha ribadito ancora una volta il Pontefice. Ai giovani «dobbiamo dare - afferma - il meglio che abbiamo: Cristo, il Salvatore e amico che mai ci abbandona. Questo riguarda soprattutto i genitori che non devono venir meno al loro dovere dell'educazione cristiana dei figli, non solo contando sulle proprie energie ma soprattutto nel sostegno della preghiera». Francesco ha esortato i fedeli ad alimentare la speranza che viene dalla fede, rivolgendo un pensiero speciale ai giovani che sono «una finestra aperta alla gioia e all'entusiasmo». Dalla storia di questa chiesa messicana, scrive il Papa, possiamo trarre delle lezioni per la nostra vita cristiana. La ricorrenza, sottolinea, deve essere colta come un'opportunità di conversione «ad un forte stimolo spirituale per assumere con gioia il compito che ha ogni battezzato di essere discepolo e missionario di Cristo».
«La vita va difesa fin dal grembo materno»
Messaggio del Pontefice alla Settimana della famiglia in Brasile No alla cultura dello scarto: gli anziani sono la memoria di un popolo
