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Immigrati, appello del governo alla Ue

Letta: «L’Italia fa la sua parte, ma il problema va affrontato a livello europeo» Identificati i sei morti: tutti egiziani. Ipotizzata l’esistenza di una nave madre

«L’Italia ha fatto e farà sempre la sua parte sul fronte dell’accoglienza, ma pretendo dalla Ue un cambio di passo sulle politiche migratorie nel Mediterraneo, che non è una frontiera italiana ma una frontiera europea». All’indomani della tragedia dei sei immigrati morti sulle coste catanesi, il premier Enrico Letta interviene per manifestare il proprio «profondo dolore» e per chiamare l’Unione europea a un’assunzione di responsabilità di fronte a un fenomeno che chiama in causa l’intero continente. Il giorno dopo il dramma dello sbarco è quello del dolore e della riflessione. Il sindaco di Catania Enzo Bianco ha proclamato per mercoledì prossimo una giornata di lutto cittadino. Ma al tempo stesso vanno avanti anche le indagini. Gli inquirenti stanno rendendo sempre più chiari i contorni della tragedia. Innanzitutto sono state identificate le sei vittime, annegate a pochi metri dalla spiaggia mentre tentavano di raggiungere a nuoto il lungomare della Playa e la prospettiva di una vita migliore. Si tratta di sei giovani egiziani di età compresa tra i 17 e 27 anni. Il minorenne deceduto avrebbe compiuto 18 anni il prossimo 25 agosto. Il meno giovane, invece, era già sbarcato altre quattro volte in Italia ed altrettante rimpatriato in Egitto tra il 2004 e il 2013. Gli inquirenti lo hanno scoperto attraverso l’esame delle impronte digitali. È stata inoltre ipotizzata l’esistenza di una «nave madre» che avrebbe trainato il piccolo peschereccio con a bordo i migranti lasciandolo poi al largo delle coste siciliane. Tra i rilievi a sostegno di questa pista soprattutto lo stato di salute degli oltre 114 extracomunitari superstiti, che erano provati e affamati, ma non avevano segni evidenti di una lunga traversata in mare. Anche il piccolo di sette mesi ricoverato e dimesso poche ore dopo un controllo nell’ospedale Garibaldi di Catania è apparso ai medici in buone condizioni di salute: paffuto, senza segni di sofferenza fisica, ma soltanto una non grave disidratazione. Inoltre, ci sono già due fermati per il tragico sbarco. Si tratta di due presunti minorenni (H.M.H di 17 e A.N.T.H.H. di16 anni) che i militari del Comando Provinciale Carabinieri e il personale della Questura di Catania, hanno posto in stato di fermo perché gravemente indiziati del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. A bordo del peschereccio avrebbero rivestito il ruolo di vivandieri. Nel frattempo, il ministro degli Esteri Emma Bonino ha commentato la vicenda ammettendo che, al momento, non esistono «soluzioni miracolose» per risolvere il problema della migrazione sulle coste europee: «Quello che accade è conseguenza dell’esodo disperato, perché si mettono insieme due fenomeni: chi fugge dalla guerra e chi fugge dalla povertà» ha spiegato il titolare della Farnesina. «Le frontiere sud della Libia - ha continuato - vedono ad esempio fuggire sudanesi, nigeriani e molti altri. I siriani passano per il Libano e poi per l'Egitto. Dall’Iraq si passa alla Turchia, e poi in Grecia, altro Paese, come il nostro o la Spagna, che ha un fardello molto pesante da subire. E si accumulano motivazioni diverse, tutte accomunate dalla speranza di una vita diversa». «Sogno o illusione che sia - ha aggiunto ancora la Bonino - queste persone rischiano di finire nelle mani di veri e propri venditori di illusioni o morte. Ma si tratta di persone che scappano per fame, o guerre o un misto delle due cose. E per questo non c’è una soluzione miracolosa». «È un’emergenza che stiamo fronteggiando tutti. È chiaro - ha concluso il ministro - che noi come italiani abbiamo gli occhi puntati sull’emergenza di casa nostra, ma tutti i Paesi europei sono coinvolti in questo problema, peraltro noi siamo un Paese di transito, chi viene qui vuole raggiungere persone in Germania ad esempio. L’intera Europa è coinvolta da un fenomeno gigantesco». Un fenomeno che, col passare dei giorni, sta assumendo contorni sempre più preoccupanti. Le cifre le ha fornite all’ AdnKronos Leonardo Sacco, vicepresidente nazionale delle Misericordie d’Italia: «Solo sulle coste della provincia di Crotone si registrano circa 1.850 arrivi dall’inizio dell’anno», spiega Sacco, «siamo in una situazione di piena emergenza, maggiore di quella che si registrò nel 2007 quando a Crotone dovemmo allestire una tendopoli per accogliere gli immigrati. Non so fino a quando si riuscirà a reggere».

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