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No Tav, avvisi di garanzia per terrorismo

L’accusa nei confronti di 12 attivisti per gli attacchi al cantiere con petardi e molotov. Perquisizioni della Digos

Attentato per finalità terroristiche o eversione. Sarebbe questa l’accusa mossa, per la prima volta, nei confronti di alcuni attivisti No Tav sulla cui base sono state eseguite perquisizioni da parte della Digos di Torino in abitazioni del capoluogo piemontese e della Val di Susa. I fatti contestati farebbero riferimento alle manifestazioni nell’area del cantiere di inizio luglio. PERQUISIZIONI DELLA DIGOS Le perquisizioni effettuate all'alba di questa mattina sono oltre una decina. I fatti a cui fanno riferimento risalgono alla notte del 10 luglio scorso quando al termine di una passeggiata al cantiere della Maddalena si è verificato un'attacco alle forze dell'ordine ad opera di un gruppo di attivisti che travisati si erano avvicinati alle reti lanciando bombe carta e petardi, costringendo le forze dell'ordine a intervenire per respingerli. Durante Il sopralluogo successivo agli scontri eseguito per la messa in sicurezza dell'area erano stati rinvenuti diversi artifizi pirotecnici inesplosi e petardi. AVVISI DI GARANZIA A 12 PERSONE PER ATTENTATO L'azione era stata messa in atto di notte da parte di una trentina di incappucciati che avevano, al termine di una manifestazione serale pacifica, lanciato pietre, petardi, bombe carta e molotov, dopo aver costruito una barricata di massi nei pressi del varco autostradale. L'assalto era stato definito particolarmente violento dagli inquirenti. Durante sopralluoghi nei boschi il giorno successivo erano stati trovati anche un mortaio e razzi lunghi oltre un metro. Su questo episodio, come su tutti quelli che riguardano la Tav, indagano i sostituti procuratori Antonio Rinaudo e Andrea Padalino, esperti in fenomeni eversivi.

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