Abbandoni ma soprattutto maltrattamenti. L’estate «bestiale» degli animali si tinge di sangue e terrore. Non solo per gli abbandoni estivi di quelli domestici come cani e gatti, esotici come rettili, scimmie e pappagalli, ma per i viaggi della vergogna di bestiame sofferente destinato alla macellazione e spesso stipato nei tir come cose, e per la recrudescenza dei combattimenti di cani nelle arene della morte e delle corse clandestine dei cavalli. Quest’ultimo un fenomeno mafioso e criminale che sembra destinato a incrementare guadagni e sofferenze. A questo si aggiungono le barbarie di delinquenti colpevoli di azioni di esclusiva crudeltà contro gli animali. Il codice punisce severamente questa sequela di aberrazioni ma molte volte i responsabili la fanno franca. A tirare le somme di questo mosaico di malvagità il XIV rapporto sulla Zoomafia redatto dalla Lav, la Lega Antivivisezione, che inserisce tra i crimini anche la pesca di frodo, la macellazione clendestina, il traffico di fauna selvatica, il doping, il traffico di cuccioli. Il rapporto 2012 redatto da Ciro Troiano, criminologo responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della Lav, analizza lo sfruttamento degli animali da parte della criminalità. Infatti nel dossier che ha analizzato i dati di 105 procure e 22 minorili, su un totale di 165 e 29, emerge che sono stati aperti 6245 fascicoli per reati contro gli animali. In media 24 al giorno. L’11 per cento in più rispetto al 2011. «Recenti risultanze investigative - spiega - hanno evidenziato come alcuni gruppi criminali sono in coordinamento tra loro nella consumazione di attività delittuose, tra le quali l’organizzazione di competizioni clandestine fra animali. La criminalità è presente in tutti i filoni zoomafiosi - fa notare Troiano - basti pensare ai sequestri di cavalli da corsa, allevamenti, stalle, bovini e al corollario di truffe, minacce, riciclaggio e traffici vari che li accompagna». Dai dati raccolti emerge «che nel 2012 nuovi e forti segnali hanno confermato la ripresa dei combattimenti». Tra i fenomeni analizzati anche quello della zoocriminalità minorile o di bambini coinvolti in crimini contro gli animali. Inquietanti e preoccupanti - denuncia la Lav - i casi elencati: una cagnetta data alle fiamme da un gruppetto di ragazzi e poi gettata in un cassonetto, un gatto preso a calci a mo’ di pallone». «È dimostrato - dice Troiano - che bambini e adolescenti che sono ripetutamente crudeli con gli animali presentano disturbi psicologici possono facilmente diventare adulti violenti e antisociali». Ma il rapporto fa emergere «l’esistenza di sistemi criminali con connivenze tra delinquenti, colletti bianchi, amministratori e funzionari pubblici. Sistemi criminali a danno degli animali e della società. Non deve sorprendere - conclude Troiano - il fatto che vengano denunciate persone appartenenti a categorie culturali, economiche e sociali diverse fra loro: l’interesse criminale per gli animali è eterogeneo, trasversale, complesso e multiforme ed è organizzato in gruppi per commettere crimini a scopo di lucro».
Boom di denunce per maltrattamenti
Animali Crescono abbandoni, pesca di frodo traffico di fauna e combattimenti tra cani
