Mille euro al mese per due anni. È l’ultima trovata pentastellata per accaparrarsi il voto dei giovani al Sud. Secondo Roberto Fico, governatore della Campania e punta di diamante dell’universo a 5 Stelle, mediante il “reddito di restanza”, si possono far restare o attrarre ragazzi nei piccoli Comuni, ritenuti a rischio spopolamento.
L’unico requisito per ricevere l’assegno è costruire qualcosa di «utile» per la comunità. Non si capisce bene cosa. Finito il biennio, poi, i beneficiari vengono scaricati dall’ente e, quindi, abbandonati al proprio destino. Più di qualcuno, pertanto, solleva dubbi rispetto a uno strumento che, anziché creare un futuro a lungo termine nelle «aree difficili», dove è indispensabile pianificazione, rischia di alimentare ulteriore incertezza. Se gli under 30 onesti sfrutteranno l’occasione per realizzare qualcosa di costruttivo, i soliti «furbetti», nostalgici di quel reddito di cittadinanza mai dimenticato, potrebbero approfittarne per restarsene sul divano e oziare.
A esprimere preoccupazione in tal senso è Andrea de Bertoldi, deputato della Lega e presidente di Lcd (Liberali cristiano-democratici). «La proposta del M5S evidenzia è la riproposizione demagogica, superficiale e dannosa del sussidio ideato dal movimento di Giuseppe Conte, che alleggerì le casse dello Stato per circa 35 miliardi di euro fino al 2023. È folle pensare di regalare del denaro, per una manciata di mesi, senza creare o sviluppare le infrastrutture e le condizioni socioeconomiche necessarie affinché i giovani possano avere un lavoro dignitoso con cui mantenere sé stessi e le proprie famiglie».
Ragione per la quale non è da escludere che l’ultima “genialata” grillina possa essere l’antipasto della nuova “deriva assistenzialista del campo largo al governo” che, incurante delle difficoltà in cui versa il Paese, è pronto a scegliere, ancora, la strada dei «finanziamenti a pioggia».
Motivo per cui l’ultima proposta dell’ex presidente della Camera, desta, non poco, clamore. In questo modo, infatti, si rischia di invitare i protagonisti del domani ad adagiarsi o, per essere più precisi, a incanalarsi in un percorso incentrato sul precario. Non essendoci nulla di stabile nel progetto presentato dal consigliere Raffaele Aveta, l’iniziativa è, nei fatti, " minaccia" per quei centri in cui occorre stabilità e non aiuti momentanei. Per intenderci, il classico fumo negli occhi. Questo finirà per penalizzare, ancora di più , chi, per ragioni demografiche, necessità di visione e non di elemosina istituzionale, utile solo a raccattare qualche consenso nell’immediato.
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