Quattro scuole in quattro giorni, i dati delle reti informatiche acquisiti, ieri anche la copia forense di un notebook trovato per caso in un’aula del liceo di Casacalenda. Poi Reddit, l’Fbi, i 131 reperti raccolti nella casa di Pietracatella e gli alimenti ancora al vaglio degli specialisti tedeschi. A quasi dieci mesi dalla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, avvelenate dalla ricina e morte tra il 27 e il 28 dicembre, l’inchiesta della procura di Larino prova a rispondere a una domanda considerata centrale: chi ha fatto ricerche online sulla potente tossina naturale capace di uccidere anche se ingerita o inalata nell’ordine di microgrammi? Le acquisizioni sono finite, adesso bisogna cercare le risposte in una mole di dati che potrebbe richiedere settimane. L’ultima tappa è stata ieri nel liceo delle Scienze Umane Silvio Di Lalla di Casacalenda, dove insegna sostegno Laura Di Vita, cugina di Gianni, sentita più volte nell’ambito delle oltre 200 sommarie informazioni testimoniali in Questura a Campobasso. Squadra Mobile e Servizio centrale operativo della Polizia di Stato hanno lavorato con l’aiuto dei tecnici dei laboratori informatici scolastici. Come negli altri istituti non sono stati sequestrati computer e non è stato necessario controllare uno per uno i terminali: sono stati acquisiti i dati disponibili nell’infrastruttura centralizzata della rete. A Casacalenda, dove nel marzo scorso sono stati rubati 5 PC («ma non inficia il lavoro», spiegano i tecnici) è stata fatta anche la copia forense di un notebook trovato nell’aula informatica. La settimana è cominciata all’Agrario di Riccia, per toccare poi il liceo Scientifico Galileo Galilei sempre di Riccia e proseguire ieri al Classico Mario Pagano di Campobasso, quindi concludersi a Casacalenda. Scuole scelte non a caso. All’Agrario lavora come tecnico di laboratorio il marito di una docente amica storica di Gianni Di Vita, già ascoltata più volte dagli investigatori; la stessa donna insegna allo Scientifico. Il Mario Pagano è invece il liceo frequentato fino allo scorso anno da Sara e dalla sorella Alice, il Silvio Lalli è la scuola di «zia Laura», come entrambe le ragazze chiamavano la cugina di Gianni, Laura Di Vita appunto. Nel decreto che ha disposto le perquisizioni si riferisce che nel corso delle indagini sono emerse navigazioni e interrogazioni su piattaforme web ritenute di interesse investigativo, con ricerche riguardanti «veleno«, «ricina» e termini analoghi. Nei dati acquisiti dovranno essere cercate eventuali tracce di queste attività, comprese navigazioni attraverso Tor, deep web e dark web. Se dovessero emergere, il passaggio successivo sarà datarle e tentare di stabilire chi utilizzasse il computer o la rete in quel momento. È il fronte digitale che da mesi accompagna il giallo di Pietracatella. Su Reddit sono emerse conversazioni sulla ricina ritenute meritevoli di approfondimento e per gli accertamenti negli Stati Uniti è stato chiesto anche il supporto dell’Fbi. Al vaglio degli investigatori ci sono post nei quali gli utenti chiedono dove sia possibile procurarsi facilmente veleni ad azione rapida o propongono la ricina stessa come soluzione, e perfino la ricostruzione punto per punto della lavorazione dei semi della pianta del ricino - presente in diverse aree incolte tra Pietracatella, Riccia e la vicina Puglia.
An. Br.
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