«Gli italiani? In vacanza in Egitto ci vanno lo stesso. Non si fanno intimorire dalle tensioni politiche. Non abbiamo avuto cancellazioni per le mete turistiche del Mar Rosso». L’ottimismo di Ernesto Preatoni, amministratore Delegato di Domina Vacanze Holding e pioniere a Sharm El Sheik, non lascia spazio a critiche. «Se a piazza Taharir ci sono manifestazioni, non vuol dire che l’Egitto non sia sicuro. Eppoi Il Cairo è distante più di cinquecento chilometri dal Mar Rosso. Se uno ha paura di tutto, allora non dovrebbe viaggiare. L’incidente ferroviario accaduto a Santiago di Compostela non vuol dire che i treni spagnoli non siano sicuri». A testimoniare che le vacanze in Egitto tirano ci sono i sei voli speciali decollati ieri dall’aeroporto di Fiumicino. Cinque avevano per destinazione Sharm El Sheik e uno Marsa Matrouh, villaggio berbero a cento chilometri da Alessandria, gettonatissimo dagli italiani che non mancano una visita al vicino sacrario di El Alamein. Oggi saranno otto i charter che decollerano dal Leonardo da Vinci soltanto per il Mar Rosso. Senza contare quelli che partiranno da Milano, Bergamo, Verona e Bologna, gli scali che «forniscono» il 70% dei vacanzieri a Sharm El Sheik, Hurgadha, Marsa Alam. Dal Lazio e dalle regioni del Mezzogiorno arriva l’altro 30%. «Non abbiamo avuto cancellazioni», conferma Marika Porta, responsabile delle Relazioni esterne del Coral Bay, il più lussuoso albergo di Sharm El Sheik. «Abbiamo 1.900 camere e suite e 100 ville. Ieri il tasso di riempimento era dell’84%. Le prenotazioni si sono fermate qualche tempo fa per effetto della crisi economica ma sono già riprese e per agosto prevediamo un buon afflusso. Ogni settimana soltanto da noi arrivano cinquemila nuovi ospiti. Chi sbarca qui cerca il mare e al massimo va in gita al monastero di Santa Caterina, al Cairo non ci arriva». A Sharm, come la chiamano gli aficionados, gli hotel sono un migliaio lungo i tredici chilometri di costa del Sinai trasformati in un gigantesco resort. Preatoni, il pioniere di Sharm, il primo imprenditore italiano a scommettere nel 1991 su quello che all’epoca era soltanto un villaggio ai margini del deserto, ne spiega così il successo a livello turistico: «Qui c’è il mare più bello del mondo, c’è sempre il sole, le spiagge sono immense e poi c’è la barriera corallina: tutto a quattro ore di volo dall’Italia. Nessun bisticcio né crisi politica potranno mai cancellare questo». «Più preoccupante è invece la recessione - afferma Marco Carrafelli della Carrafelli Bros, società che assiste una ventina di tour operator. - Gli italiani viaggiano meno perché girano meno soldi e non certo per le Primavere arabe. Due anni fa, dopo la rivolta al Cairo quando il vecchio presidente egiziano Hosni Mubarak era in soggiorno obbligato a Sharm, pochissimi chiedevano informazioni sulla situazione politica. Sharm era il mare, la spiaggia e basta. Questo lo è ancora ma con un occhio più attento al portafoglio». E, quindi, se fino al 2008 la metà degli italiani che sceglieva l’Egitto per le ferie puntava dritto verso il Mar Rosso e l’altra metà si inerpicava sulle Piramidi e lungo gli itinerari culturali che uniscono Gizah al Cairo e Alessandria, ora i flussi sono cambiati. «L’80% sceglie il Mar Rosso perché costa un terzo rispetto al viaggio culturale e alla crociera sul Nilo», sottolinea Carrafelli. «Lunedì scorso da Fiumicino sono partite per Luxor appena 30 persone. Mentre nell’ultima settimana, sempre da Fiumicino, più di tremila passeggeri sono decollati alla volta delle località balneari del Mar Rosso». Nonostante la crisi che avanzava i numeri hanno tenuto fino al 2010, giurano i tour operator: da 60mila a 70mila italiani ogni anno, puntuali come un orologio, hanno trascorso le vacanze in Egitto. Dieci giorni il periodo medio di soggiorno. Ora i russi, pare, ci stiano superando. L’anno scorso sono stati più di 60mila quelli sbarcati a Sharm El Sheik, Hurgada e Marsa Matrouh.«Le statistiche non sono lo specchio di quello che accade nei palazzi del potere al Cairo, agli scontri nelle piazze tra manifestanti e polizia ma dalla crisi economica - insiste Carrafelli - I numeri del 2009, del 2010 potranno tornare soltanto se l'economia italiana tornerà a risalire». E così scatta la caccia allo sconto. Pacchetti turistici da trecento-quattrocento euro per trascorrere una settimana sul Mar Rosso fanno capolino nei cataloghi delle agenzie di viaggio. E chi prenota con il last minute su Internet può strappare una vacanza anche a 250 euro. Per attirare turisti gli alberghi più esclusivi aggiungono nel «pacchetto» escursioni, ingressi gratuiti alle spa e alle beauty farm.
Sharm El Sheik e Hurgada, gli italiani partono lo stesso
Nessuna cancellazione per le mete nel Mar Rosso I tour operator: il calo dei visitatori è dovuto solo alla crisi
