Un’altra giornata intensa per Papa Francesco, fatta di incontri e preghiera. Una giornata cominciata con la Messa celebrata nella residenza di Sumarè insieme ai gesuiti, ai quali ha fatto l’augurio di non inacidirsi, chiedendo «la grazia di invecchiare con sapienza, di invecchiare con dignità, per poter essere nonni spirituali» e di essere dunque «come il buon vino, che quando invecchia migliora, mentre il vino cattivo diventa aceto». Una giornata finalmente baciata da un pallido sole e scandita dagli appuntamenti culminati in serata nella Via Crucis di Copacabana, «uno dei momenti forti della Gmg», come ha detto il Papa. Una giornata ancor più speciale per un gruppo ristretto di giovani: i cinque, due ragazzi e tre ragazze, tra cui la pescarese Claudia, 27 anni, che si sono potuti confessare col Papa alla «Quinta da Boa Vista»; i 12 che hanno pranzato con il Pontefice; gli otto detenuti ricevuti con i loro assistenti nell’arcivescovado. Momenti intimi, lontani dai riflettori, ai quali Francesco tiene in maniera speciale per quel contatto umano che vorrebbe avere con ogni persona che lo cerca. Particolarmente toccante l’incontro con i detenuti: «Mai più violenza, solo amore!» la frase che ha ripetuto più volte il Papa a sei maschi e due ragazze che indossavano le magliette della Gmg. «Francesco - racconta il portavoce, padre Lombardi - ha fatto pregare a tutti un Padre Nostro e li ha incaricati di pregare. Non ha fatto un discorso ma ha pronunciato espressioni forti di incoraggiamento, ripetendo a ognuno "prega per me"». Padre Lombardi ha rivelato che come a Varginha «il Papa aveva le lacrime agli occhi», così «è apparso toccato da questo momento molto emotivo». E ha raccontato un altro piccolo «segreto» del Papa: «Mentre viaggiavamo in aereo - ha spiegato - mi ha detto che potevo rendere noto il fatto che, ogni due settimane, telefona ad un gruppo di giovani detenuti a Buenos Aires con cui è rimasto amico e in contatto. Quindi, questo tema del rapporto con i giovani detenuti per lui è molto significativo e lo avevamo visto anche in occasione del Giovedì Santo, quando ha voluto andare a Roma a vedere il carcere giovanile, dove ha celebrato la lavanda dei piedi». Padre Lombardi ha riferito che durante l’incontro «Una ragazza, che appariva la più espansiva, commossa e loquace, ha cantato una canzone piena di affetto per Francesco e l'ha cantata piano piano, vicino al Papa». Ognuno dei ragazi ha potuto a turno sedersi accanto al Pontefice per dialogare in privato con lui e farsi firmare la foto ricordo e benedire oggetti. I giovani hanno portato al Papa un grande rosario con palline di polistirolo per ricordare il massacro di Candelaria esattamente 20 anni dopo. Morirono 60 «meninos de rua», per mano della polizia e su ogni pallina c’era il nome di uno dei giovani uccisi. E il Papa ha pregato per loro. Al pranzo questa volta mancavano i rappresentanti dell’Africa ma c’erano due ragazzi dell’America Latina (uno dell'Argentina e uno della Colombia) e due per il Brasile. Le altre "coppie" erano Australia e Nuova Zelanda per l'Oceania, Francia e Portogallo per l'Europa, Messico e Stati Uniti per l'America del Nord, infine Sri Lanka e Russia per l'Asia. All’Angelus, nella festa dei Santi Gioacchino ed Anna, genitori di Maria e dunque nonni di Gesù, il Papa ha ricordato proprio l’importanza del ruolo dei nonni, esaltando «il valore prezioso della famiglia come luogo privilegiato per trasmettere la fede. Quanto sono importanti i nonni nella vita della famiglia per comunicare quel patrimonio di umanità e di fede che è essenziale per ogni società! E come è importante l'incontro e il dialogo tra le generazioni, soprattutto all'interno della famiglia. Questo rapporto, questo dialogo tra le generazioni è un tesoro da conservare e alimentare!».
Il commovente abbraccio dei detenuti
All’Angelus ha ricordato l’importanza dei nonni e del dialogo tra generazioni
