Attualità

Mps, suicida il capo della comunicazione

David Rossi, 51 anni, si è gettato da una finestra della banca a Siena a gennaio perquisiti il suo ufficio e l’abitazione. Non era indagato

David Rossi, responsabile dell'area comunicazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, si è ucciso ieri sera gettandosi dallla finestra del su ufficio nella sede dell'istituto a Rocca Salimbeni. Rossi era stato perquisito dieci giorni fa nell'ambito dell'inchiesta sul Monte ma non era indagato. Rossi, secondo quanto si apprende, si è gettato dalla finestra del suo ufficio cadendo nel cortile interno di Rocca Salimbeni. Sul posto, oltre alla polizia, il 118, ma i soccorsi sono stati inutili. Nel cestino dell'ufficio di David Rossi, gli investigatori avrebbero trovato un foglietto accartocciato. Sopra, secondo quanto si apprende, sarebbe stato vergato: «Ho fatto una cavolata». Questo l'unico riscontro a poco meno di due ore dalla vicenda. Nell'ambito dell'inchiesta del Monte dei Paschi di Siena, il 19 febbraio scorso, la Guardia di Finanza perquisì gli appartamenti dell'ex presidente Giuseppe Mussari e del'ex direttore generale dell'istituto, Antonio Vigni. Nella stessa giornata i finanzieri si presentarono anche in casa e nell'ufficio di David Rossi pur non essendo indagato. Considerato uomo vicino all’ex presidente Mussari, Rossi, che aveva 51 anni, era rimasto al suo posto anche con la nuova dirigenza. Il sodalizio con Mussari era cominciato dal 2001, quando l’ex presidente di Mps e Abi era a capo della Fondazione, azionista di riferimento con il 34,9% del capitale della banca, e Rossi era il responsabile della comunicazione dell’ente. Niente lasciava immaginare il drammatico epilogo, ai colleghi che lo avevano contattato anche negli ultimi giorni per le ultime notizie sull’istituto di credito aveva risposto con la stessa cordialità e professionalità di sempre. Rossi, sposato, aveva due figli ed era molto conosciuto in città. Al suo impegno di dirigente della banca, univa anche quello di vicepresidente del Centro internazionale di arte e cultura di Palazzo Te e di membro del consiglio di amministrazione di Vernice per i progetti culturali. Tutto è partito da una inchiesta della finanza dai 730 milioni di perdite dovute ai derivati al prestito da 2 miliardi concesso da Bankitalia e mai comunicato . Buona parte del tesoretto dei 40 milioni scudati, frutto secondo le indagini, delle truffe della cosiddetta «banda del 5 per cento» al Monte dei Paschi di Siena era gestito dalla bolognese Galvani Fiduciaria Srl. Che le Fiamme Gialle hanno perquisito su mandato della Procura di Siena. Ben 18 milioni erano gestiti per conto di Gianluca Baldassarri, ex capo dell’area Finanza del Monte che li avrebbe «scudati», cioè dichiarati al fisco italiano ma fatti amministrare proprio dalla fiduciaria. Il decreto di sequestro specifica esattamente cosa c’era nella disponibilità di Baldassarri. Il mandato numero 15 riguarda una liquidità, al 6 novembre dello scorso anno, di circa 8.486 euro e zero titoli su un conto corrente Unicredit. Il secondo, mandato il numero 74, si riferisce a un totale complessivo amministrato fiduciariamente, alla stessa data, di circa 2,8 milioni di euro depositati presso l’Unicredit Private di Bologna.

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