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Covid, Fabrizio Pregliasco in ansia per i fragili: “Devono vaccinarsi subito, Omicron 5 ci ha spiazzato”

Francesco Fredella
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Il virologo Fabrizio Pregliasco è stato ospite questa mattina a RTL 102.5 durante “Non Stop News” con Giusi Legrenzi, Enrico Galletti e Massimo Lo Nigro e ha parlato della situazione epidemica italiana dopo l'aumento dei contagi dovuti al Covid.

A che punto siamo con le varianti?
“Ormai siamo alla B2A.75, una Omicron che arriva dall’India, o meglio, è stata individuata lì ma chissà dove si è sviluppata in questo mondo in cui questo virus circola tanto. La Omicron 5 ci sta dando dei dispiaceri e questa ha caratteristiche che potrebbe in qualche modo seguirla o anche avere una ‘performance’ migliore. In pratica, quello che stiamo vedendo è una situazione di transizione tra quella che è stata la pandemia e un andamento endemico, che non vuol dire risolvere il problema o avere piccoli numeri ogni giorno, ma onde di salita, di discesa. Nel tempo ci aspettiamo un rallentamento e non più quello che stiamo vedendo adesso. Purtroppo Omicron 5 ci ha spiazzato in qualche modo, ha anticipato l’onda di risalita che comunque già ci immaginavamo, come per quest’inverno con le condizioni metereologiche favoriranno di per sé la diffusione. Questa Omicron così contagiosa, che schiva anche la protezione determinata da una precedente infezione, e quindi anche dalla vaccinazione, sta andando alla grande”.

 



Quali sono le regole che dobbiamo comunque mettere in atto quest’estate?
“Il buon senso che abbiamo imparato, con giudizio. Un elemento importante da rimarcare è che questa patologia, è vero, è meno pesante in termini percentuali rispetto al passato proprio perché il virus si è rabbonito, ma non troppo. Non vorrei far passare il messaggio che è una malattia banale, che è solo un’influenza. Anche l’influenza uccide, così come l’Omicron 5, nel senso che grazie al fatto che il virus è un po’ più buono, siamo vaccinati in tanti, il virus ha minore occasione di fare cose pesanti, ma abbiamo purtroppo ancora dei decessi. Usiamo il buon senso nell’ottica dell’uso delle mascherine da usare quando servono. Se siamo persone fragili, anziane, usiamola. Se assistiamo persone fragili, usiamola. In questo momento per loro, come sempre, il rischio c’è, rimane e ci sarà”.

 


 

Andiamo verso una nuova campagna vaccinale o si può immaginare di no?
“Io credo che questo virus ci rimarrà in mezzo ai piedi a lungo con queste onde di risalita. Sarebbe bene che gli ottantenni si vaccinassero ora, perché purtroppo è passato un messaggio sbagliato. Anche dei medici di famiglia stanno dicendo a queste persone di aspettare il nuovo vaccino che arriverà, invece per loro c’è la necessità di utilizzare il vaccino attuale. Non è da buttare, nel senso che può dare un rinforzo alla risposta immunitaria. Nel prossimo autunno, sono già in corso degli studi che ci confermano la possibilità di avere un vaccino che comprende Omicron, quindi la variante più recente. Ritengo che si arriverà a una campagna vaccinale come quella dell’influenza: prospettata a tutti ma soprattutto per le persone più fragili e più anziane, per far sì che quest’aspetto della pericolosità della malattia si possa evitare”.

 

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