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Lo choc del grano in Ucraina: da 60 a 6 milioni di tonnellate, conseguenze terribili

Federica Pascale
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La guerra in corso in Ucraina, invasa dalle truppe russe di Vladimir Putin, ha causato lo stop all’export di grano e messo a rischio gli approvvigionamenti, tanto da poter parlare oggi di emergenza alimentare per alcuni Paesi. Si approfondisce questo tema d’importanza crescente durante la puntata di sabato 7 maggio di Controcorrente, il talk show politico in onda su Rete4.

 

 

 

 

“Da tempo si denuncia che l’80% del traffico marittimo è crollato, da 60 milioni di tonnellate di grano si è passato a 6 – spiega l’inviata da Odessa, Gabriella Simeoni -. Stanno cercando di portar via il grano che è bloccato nei silos, ma ci sono anche molte navi. Noi non ne parliamo perché tra queste non ce n'è nessuna italiana.” A commentare in studio c’è il direttore de Il Giornale, Augusto Minzolini, che spiega come questa emergenza sia particolarmente grave per i Paesi più poveri: “L'Ucraina, dal punto di vista delle derrate alimentari, del grano e via dicendo, è uno dei grandi produttori. È chiaro che una cosa di questo tipo, nel meccanismo mondiale, pone un problema perché ci saranno dei Paesi, specialmente quelli del terzo mondo, che saranno sprovvisti.” Il direttore spiega che questo meccanismo, che in un mondo interconnesso danneggia tutti, nuoce particolarmente i Paesi del Nordafrica, dove potrebbe innescare non soltanto un’emergenza alimentare ma anche nuove ondate di migranti e profughi in Italia e nel resto d’Europa.

 

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