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Controcorrente, è scontro sulle armi all'Ucraina: senza sostegni già fatti fuori dalla Russia

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Secondo Paolo Flores d’Arcais l'Europa non è intervenuta per tempo inviando armi e sostegni all’Ucraina. Lo scrittore e direttore della rivista MicroMega è ospite della puntata del 4 maggio di Controcorrente, talk show di Rete4 condotto da Veronica Gentili, ed espone il suo pensiero sugli aiuti al paese guidato da Volodymyr Zelensky, specificando che dalla Russia ci deve essere per forza un passo indietro: “L’unica possibile pace giusta è che l’aggressore se ne torni nei suoi confini, qualsiasi altra soluzione è ingiusta. Vladimir Putin la pace non la vuole. Se nei primi giorni di guerra anziché mandare pochissime armi si fosse detto di andare ad un tavolo di trattative ci sarebbe stata la stessa situazione vista quando mentre si trattava Putin bombardava e anzi li moltiplicava. Oggi non saremmo al 70° giorno di resistenza. Non è una guerra, c’è un aggressore e la resistenza. L’Ucraina sarebbe già sotto il tallone russo e fatta fuori come paese. Ormai anche il Papa è diventato un elemento divisivo in questo conflitto. Bisogna continuare a sostenere l'Ucraina, se non avessimo fatto così il paese sarebbe già sotto il controllo di Mosca”.

 

 

A parlare è anche Tommaso Labate, giornalista del Corriere della Sera: “Non c’è un’evidenza che il mancato invio dei sostegni all’Ucraina, le armi e il resto, comporti il ritiro della Russia. Abbiamo semmai quasi la prova del contrario. Non abbiamo mandato nessuna arma all’Ucraina per difendersi in Donbass e in Crimea quando è iniziata la crisi 8 anni fa”.

 

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