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Cari inglesi, giù le mani da Baggio

Per il Daily Telegraph il numero 10 è  l’«ottavo calciatore più sovrastimato di sempre». Ma fateci il piacere....

Roberto Baggio? Un «sopravvalutato». Anzi, l’«ottavo calciatore più sovrastimato di sempre». Strani effetti del riscaldamento globale, il sole splende in Italia ma dà alla testa a Londra. Il Daily Telegraph ha pubblicato online una delle sue consuete classifiche: «The top 20 overrated football players of all time», per l’appunto, un manipolo di aspiranti campioni - secondo il quotidiano britannico - la cui reputazione è maggiore di talento e risultati.Svetta Mario Balotelli, in «quarantena» a Liverpool e offerto pressoché a chiunque, davanti a Robinho e Radamel Falcao. «Rimane un mistero perché l’effimero attaccante italiano sia stato pagato 59 milioni di sterline- sentenzia il Telegraph - ma con Inter, City, Milan e Liverpool, Balotelli ha fallito e ha prodotto più titoli per le sue bizzarrie che per le sue prestazioni». E fin qui è difficile essere in disaccordo. Ma a provocare le proteste di tanti utenti di Twitter - non solo italiani - è il calciatore in 12ª posizione: Roberto Baggio. «Spesso è mancato nei big match e la sua grandezza è distorta dalla nostalgia degli anni ’90 e del campionato italiano trasmesso in tv - scrive il quotidiano - e il fallimento con la nazionale è una macchia sulla sua carriera». Spocchia inglese degenerata in lesa maestà, verrebbe da pensare. Quel rigore calciato nel cielo di Pasadena nel ’94 non può sminuire un talento cristallino come quello di Baggio, Pallone d’Oro, due scudetti e una coppa Uefa in bacheca, primo vero simbolo globale del calcio senza confini. Tra l’altro, pochi giorni prima, lo stesso quotidiano londinese aveva inserito il «divin codino» in un’altra classifica, quella dei venti migliori trasferimenti a «parametro zero» di tutti i tempi con le parentesi a Bologna e Brescia. Levateje er gin. Il giudizio dedicato a Baggio fa emergere il criterio - sciagurato - che c’è dietro alla classifica. I veri campioni sono solo quelli che non tradiscono con la nazionale. Bene, allora che dire dei fuoriclasse Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, cannibali con il club e a dieta forzata con Argentina e Portogallo? Naturalmente non figurano nella top 20, a differenza di Zlatan Ibrahimovic, talento e potenza, sempre decisivo in campionato ma sfortunato in Champions e limitato dalle scarse ambizioni della Svezia: «È davvero forte come pensa di essere? Il fatto che non ha mai giocato in Premier suggerisce che non è un fenomeno», continua il quotidiano. Eppure in Inghilterra - un solo titolo mondiale, vinto in casa nel ’66 - di sopravvalutati che ne sarebbero, eccome. Il Telegraph «autodenuncia» il giovane Wilshere dell’Arsenal ma anche due che hanno scritto pagine importanti come Gerrard e Rooney. Come dei Valderrama, Kinkladze o Malouda qualunque.

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