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Massa confessa:"Sono dispiaciuto"

Il designatore Messina svela il mea-culpa dell’arbitro di Lazio-Inter Tare: Lotito infuriato ma non ha mai commentato il suo operato

Rabbia sbollita? Assolutamente no. La Lazio si sente defraudata dalle scelte sbagliate di Massa, avrebbe gradito lo stesso trattamento avuto dalla Roma quando Rocchi ne combinò di tutti i colori nella sfida con la Juve e invece, niente parole di Nicchi, il presidente dell’Aia (acerrimo nemico di Lotito) per spiegare gli errori, solo le dichiarazioni del designatore Messina. Che ha risposto alle parole di Lotito in realtà mai dette come ha ribadito lo stesso Tare, portavoce dell’amarezza del club laziale: «Siamo stati molto attenti a non far parlare il presidente. Era furioso ma in nessun momento ha fatto alcun commento sull'arbitro Massa». Ecco quindi che la risposta astiosa di Messina non ha ragione di esistere ma conferma l’antipatia del settore arbitrale nei riguardi di chi in federazione sta facendo di tutto per togliere privilegi economici agli arbitri: «Non ho niente da dire a Lotito - ha detto Messina - io guardo in casa mia e gestisco gli arbitri come meglio credo. Sento sempre critiche ma mai proposte concrete». Per fortuna poi arriva l’ammissione di colpa su un gol che può costare trenta milioni alla Lazio in caso di quarto posto finale in campionato: «Massa è il primo ad essere dispiaciuto - ha spiegato Messina a "La politica nel pallone"- perché in questo caso lui si è concentrato sulla barriera e su un eventuale fallo di mano e non ha percepito la posizione di Medel. Sottolineo però che la scelta del fischietto ligure non è stata una designazione azzardata, perché aveva dato ampie garanzie». Tant’è, il danno è fatto. La Lazio contesta oltre al gol in fuorigioco, l’assistente di porta Candussio pronto a concedere il rigore e il rosso a Marchetti ma non a vedere poco dopo un cross di Nagatomo col pallone uscito di mezzo metro. Oltretutto Candussio ha diretto solo sei partite in A nella sua lunga carriera, ora naviga in B e allora perché mandare un profilo così modesto per una sfida così importante? Bah. Senza dimenticare il fuorigioco inesistente fischiato a Candreva lanciato verso la porta nerazzurra. Il diesse Tare precisa: «Gli episodi sono molto chiari, anche analizzati a freddo. Capita a tutti di sbagliare ma mi piacerebbe sentire un arbitro che ammette gli errori». Speranza vana, la «casta» non deroga a questo principio sacro per il settore arbitrale che intanto si arrende alla tecnologia del gol-non gol a cominciare dalla finale di Coppa Italia Lazio-Juve. Per il resto no alla moviola in campo anche se la prima rete di Hernanes era proprio uno di quei casi in cui la le immagini avrebbero smascherato subito la topica della sestina guidata dallo stralunato Massa di Imperia (oggi le decisioni del giudice sportivo e la Lazio spera di limitare i danni con le squalifiche di Mauricio e Marchetti, ma niente di più. Rischiano il diesse Tare e il segretario Calveri e qualche calciatore). Lotito tace, i tifosi sono imbufaliti e gli contestano questo silenzio dovuto alla carica In Figc. Vorrebbe urlare la delusione per una direzione di gara molto deficitaria, non lo farà per quei motivi di opportunità che non piacciono ai laziali. E adesso chi dirigerà sabato a Genova contro la Samp? E soprattutto quale sarà il fischietto del derby del 24 maggio? Di certo non sarà facile per la premiata ditta Nicchi-Messina trovare la soluzione migliore.

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