KL’ultimo passo per sognare davvero in grande. La Ronma insegue ancora una vittoria di prestigio contro una big in un inizio di stagione dalle tante note liete e qualche rimpianto, oltre alla solita convivenza, sempre più ostica, con gli infortuni. Nell’anticipo di oggi del Maradona (fischio d’inizio ore 18, diretta Dazn) i giallorossi affrontano un Napoli ancora convalescente da un avvio di campionato abbastanza tormentato e con tre sconfitte maturate nelle prime sette giornate. Allegri è ancora a caccia della quadra e anche lui fa i conti con assenze e infortuni pesanti. Il ritorno di McTominay, come visto in Champions, ha già dato una marcia diversa ai partenopei che contro la Roma ritrovano anche Vergara dalla panchina e forse ancora Anguissa dall’inizio.
Dall’altra parte c’è una squadra, quella di Gasperini, che da mesi dimostra un’identità forte, riconoscibile, e che in queste settimane ha saputo rialzarsi e soprattutto alzare il livello dell’intera rosa. Al di là delle assenze, il tecnico piemontese ha avuto conferme praticamente da tutti, con la possibilità di ruotare la squadra fino a cambiarla quasi del tutto come è successo una settimana fa nella vittoria sul Genoa all’Olimpico. Stavolta andranno in campo i migliori, anche se, oltre a Pellegrini ormai sempre meno risorsa da mandare in campo, mancheranno ancor Svilar, Koné e Dybala. Insomma, non proprio tre nomi di secondo piano.
Ma mettendo da parte i nomi, a risaltare all’occhio sono i meccanismi di una squadra che al secondo anno di lavoro con Gasp, ha ormai preso le sembianze del suo allenatore in tutto e per tutto. Intensità nella pressione e nei duelli, una fame impressionante e la voglia costante di far male all’avversario. Con tutti i limiti di una rosa striminzita la Roma, ogni qualvolta scende sul terreno di gioco, dà tutto quello che ha e lo fa mostrando un calcio bello e coinvolgente. Di fronte oggi ci sarà un avversario che, vista anche la difficoltà di classifica, farà di tutto per «rovinare» tanta bellezza. Allegri come sempre punterà al risultato e alla difesa col blocco basso, aspettando gli avversari e chiudendo tutti gli spazi. Lo scorso anno nei confronti tra i due allenatori, Gasp ne uscì con un solo punto in due partite ma con tanti rimpianti. La sfida di San Siro mise in mostra i primi vagiti della squadra che oggi incanta in Italia e in Europa, ma la fatica realizzativa e un errore di Dybala impedì ai giallorossi di uscire con dei punti. Il bis di gennaio all’Olimpico fu ancora più dominante per la Roma, soprattutto nel primo tempo, ma ci volle un rigore di Pellegrini per evitare la sconfitta.
Allegri è l’allenatore che il collega romanista ha affrontato di più in carriera: ben 31 partite con sei successi per il piemontese e quattordici per il toscano, undici i pareggi. L’ultima gioia risale a un Juve-Atalanta datato 27 novembre 2021 e deciso da un gol di Duvan Zapata.
Una vita fa. Ma ancora più lontano è datato l’ultimo successo giallorosso a Napoli. Otto anni fa la Roma di Di Francesco s’impose 4-2 arrestando la corsa scudetto degli azzurri allora guidati da Sarri. Poi quattro pareggi e altrettanti ko negli otto confronti successivi. L’ultimo, quello del 15 febbraio scorso, è finito, come spesso è capitato negli ultimi mesi, con enormi rimpianti per una vittoria sfiorata. Fu la serata di Malen che co una doppietta stava per regalare tre punti di prestigio a Gasperini salvo poi la perla di Alisson Santos che nel finale tolse il sorriso agli ospiti. Anche stasera l’olandese è chiamato a trascinare i suoi in un reparto offensivo povero di alternative e dove le luci saranno puntate anche su Soulé. Che proprio dopo quella gara di otto mesi fa, giocata in condizioni fisiche pessime, fu costretto a fermarsi per curare la pubalgia. Ora Mati sembra rinato e in questo campionato ha già messo a segno due gol di cui uno da tre punti nella rimonta contro l’Atalanta. Gasperini deve ancora sciogliere gli ultimi dubbi sulla trequarti anche se a partire fuori dovrebbe essere Rodrigo Mora con il rientrante Cristante che potrebbe alzarsi alle spalle dell’inedita coppia Malen-Soulé.
I nomi, però, contano poco. I novanta minuti del Maradona devono dare risposte alla Roma, che vuole rimanere aggrappata alla vetta del campionato portando a casa una vittoria di prestigio che possa dare ulteriore convinzione a una squadra già consapevole dei propri mezzi. È l’ora della notte di gala.
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