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"Posso vincere senza barare"

Schwazer lancia la nuova sfida con Donati: "Voglio chiudere con un’immagine pulita"

«Voglio dimostrare di andare forte anche senza doping». Dopo l'inferno degli anni passati, per risalire verso le stelle Alex Schwazer si appoggia a Sandro Donati, il guru della lotta al doping. L'idea della collaborazione è frutto della mente di Alex, con lo scopo di portare avanti un progetto di trasparenza e di pulizia nello sport: Donati fu allenatore di atletica negli anni '80, ora è consulente per l’Agenzia mondiale antidoping (Wada) e prima di sposare questa idea ha voluto che il 30enne marciatore altoatesino collaborasse con la magistratura per fare chiarezza sul suo passato da dopato. Schwazer si è messo a totale disposizione per preparazione e controlli, rinunciando alla finestra oraria, grosso problema per la lotta all'antidoping. È un'idea sorprendente quella della collaborazione tra un ex dopato e chi il doping lo ha sempre combattuto; anche il presidente del Coni Malagò appoggia tale progetto: «È una scelta coraggiosa e difficile». L'oro olimpico di Pechino vuole dimostrare di essere pulito e per raggiungere un livello massimo senza doping è disposto a farsi carico di tutte le spese necessarie per la sua risalita. «Paura di tornare a correre? Troverei molto peggio finire così - ha detto Schwazer - La costanza e la coscienza pulita danno la forza per andare avanti: voglio chiudere la carriera con un'immagine di sport pulita». Sandro Donati gioca insieme ad Alex a carte scoperte per rendere lo sport più credibile. L'atleta di Pinerolo è in procinto di trasferirsi a Roma per seguire il suo tecnico che in carriera ha allenato corridori fondisti, ma mai marciatori; per questo verrà supervisionato da Mario De Benedictis, fratello di Giovanni, bronzo olimpico nella 20 km a Barcellona '92. Al team si aggiungono il dottor Ronci, direttore dell'ematologia dell'ospedale S. Giovanni Addolorata, e Dario D'Ottavio, professore di chimica, che si occuperanno di tutelare la salute dell'atleta; oltre alla manager Giulia Mancini e all'avvocato Brandstaetter, che in questi anni difficili non hanno mai abbandonato Alex. La squalifica di Schwazer scade il 29 aprile 2016, ma la sua squadra è fiduciosa in una riduzione della sospensione e magari nella revisione dei criteri fissati dalla Fidal per la qualificazione ai Giochi Olimpici di Rio 2016, grande obiettivo dell’altoatesino (al momento la federazione italiana atletica vuole prendere in considerazione solo i tempi realizzati nel 2014 e 2015, e dunque lo squalificato Schwazer sarebbe escluso). «Il giorno che rientrerò avrò comunque già vinto - ha dichiarato Alex - non vedo l'ora di gareggiare». Donati sa dove mettere le mani per migliorare l'atleta: «Ora ci alleneremo non per partecipare alle gare, ma per ritrovare un livello alto. Alex seguirà per filo e per segno ciò che dirò, avrà la sicurezza di avere accanto un allenatore». «Mi sento me stesso, con una gran voglia di fare», ha dichiarato Schwazer. Adesso si tratta solo di marciare.

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