"Paura di tornare a correre? Troverei molto peggio finire così". Vuole riacquistare la credibilità, vuole tornare a gareggiare e vincere lasciandosi alle spalle la vicenda doping Alex Schwazer, l'oro olimpico di Pechino 2008 che per fugare ogni dubbio sulla sua volontà di rientrare in maniera pulita, e magari strappare in extremis il pass per Rio 2016, ha scelto come garante Sandro Donati, consulente Wada e allenatore impegnato da tempo nella lotta al doping. "Voglio gareggiare e sfidare il cronometro dando all'opinione pubblica la possibilità di valutarmi e far sì che se andrò forte non si dubiti delle mie prestazioni", prosegue il vincitore della 50 chilometri nei Giochi disputati in Cina. Nessuna paura di fallire questo obiettivo, "troverei molto peggio finire così", al momento la linea immaginaria di partenza per questa nuova sfida resta il 29 aprile 2016 quando terminerà la squalifica a 3 anni e 9 mesi inflitta all'atleta altoatesino a seguito della positività all'eritropoietina a pochi giorni dalle Olimpiadi di Londra. In una gremita sala stampa nella sede della Fnsi a Roma, Schwazer spiega come è nata la collaborazione con Donati. "Il progetto è una mia volontà che va oltre a quanto già si fa oggi a livello antidoping", spiega. La rivincita parte da Roma. Per ripartire, sottolinea la manager Giulia Mancini, ringraziata dall'olimpionico assieme al legale Gerhard Brandstaetter per essergli stata vicina in questi anni, Schwazer si trasferirà a vivere a Roma, tutto a sue spese, a seguirlo uno staff composto, oltre che da Donati, dal tecnico Mario De Benedictis, il professor Dario D'Ottavio e l'ematologo Benedetto Ronci. Tutti lavoreranno a titolo gratuito. "Con il professor Donati abbiamo detto che ci sono tante cose a livello antidoping in più da fare, il problema è volerle fare. Noi metteremo in pratica tutte queste idee. Spero che facendo tutte le cose per bene possa passare il messaggio che si può andar forti senza doping". Quello che di certo è cambiato, spiega Schwazer, è l'atteggiamento psicologico che metterà nell'affrontare una gara. "Non andrò comunque a fare una competizione con la mentalità che avevo a Londra in cui tutto quello che non era la vittoria non bastava, sarò contento di potermi rimettere il pettorale e di tornare a gareggiare senza esser schiacciato dalla tensione. Per quanto riguarda i miei valori ematici vorrei metterli online ma saranno comunque accessibili alla commissione antidoping e a qualsiasi organo scientifico". Chi lo allena e i controlli. Anche Malagò ha incoraggiato e applaudito questa avventura di trasparenza", spiega Donati. A convincere il consulente Wada i passi effettuati dal suo assistito che si è messo a collaborare in maniera significativa coi magistrati rinunciando alla finestra oraria dei controlli, ovvero i controlli a sorpresa nella fascia oraria indicata dallo stesso atleta, un sistema garantista ma inadeguato per i tempi. Gli atleti con facilità, nell'intervallo tra un giorno e l'altro, possono prendere micro-dosi di doping e risultare poi negativi nei controlli del giorno successivo". "Sono certo che qualcuno non capirà, mi spiace, è una visione statica che non porta da nessuna parte. Queste iniziative non ci nascondiamo che arrivano esternamente dalle istituzioni sportive anche se Coni e Fidal hanno condiviso dal primo momento. Ci sono tutti gli strumenti per rendere l'antidoping efficace, basta solo la volontà", conclude Donati. "È giunto il momento di rompere con una serie di schemi impostati e con un certo mondo. Ho allenato per tutta la carriera mio fratello Giovanni, questa che ci apprestiamo a fare è una operazione educativa", spiega De Benedictis nuovo allenatore del marciatore. A dare il placet al sodalizio tra Schwazer e Donati anche don Ciotti, presidente di Libera: "È una bella notizia! È un progetto di cui Libera è felice di farsi garante anche per la sua forza simbolica, una forza che speriamo induca anche altri atleti a uscire dall'ombra, denunciare, riconquistare la propria dignità e libertà".
Schwarzer torna ad allenarsi e sogna Rio 2016
L'atleta oro a Pechino si trasferirà a vivere a Roma, tutto a sue spese. A seguirlo uno staff di professionisti che lavorerà a titolo gratuito
