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La Ferrari tra i due litiganti

Formula 1 È partito nella notte il gp d’Australia, domani le qualifiche Vettel prova a insidiare le Mercedes. Scintille tra Hamilton e Rosberg

L’Australia, l’Albert Park, Melbourne. Da questi 58 giri riparte il Mondiale di F1. Diverse cose nuove e una certezza: i problemi, sponsor in fuga e crisi economica, non sono stati risolti. Stanotte nelle libere (domani qualifiche alle 7 del mattino e gara domenica alle 6 in diretta su SkySport. In differita sulla Rai alle 14) è stata la prima volta di Vettel su Eva, così ha soprannominato la sua Ferrari. L’emozione gli si legge sul viso: «Siamo molto ambiziosi. La prima gara è sempre speciale ma quest’anno per me lo è di più». Anche Raikkonen ha resettato tutti i parametri e si sente spinto da «una nuova atmosfera». L’adrenalina è nell’aria sul circuito semicittadino, particolarmente usurante per gli pneumatici. La star è la Mercedes che punta al bis, il campione in carica Hamilton e il team-mate Rosberg battagliano già a parole. «Voglio il terzo alloro per eguagliare Senna», ha detto Lewis che l’anno scorso firmò la pole e in gara si ritirò dopo due giri. Replica di Nico: «Ho il titolo dentro di me. Impedirò a Hamilton di fare il tris». Per il ruolo di terzo incomodo, più che la Ferrari a cui vanno i migliori auguri, si candidano la Williams-Mercedes di Bottas e Massa e la Red Bull dello squalo australiano (perché in gara lo è) Ricciardo che sarà affiancato dal russo-italiano Kvyat. La Red Bull non sembra essere il «cetriolo»(copyright Vettel) di un anno fa, la fantasia del progettista Newey non è rimasta soffocata dai regolamenti. La cugina Toro Rosso sembra messa bene. La McLaren-Honda ha cominciato non con uno, ma con due piedi sbagliati: patirà tutto l’anno. Fin qui le scuderie dei ricchi e potenti. Poi c’è l’altra Formula 1. La Lotus è passata alla PU di Stoccarda e ne ha tratto beneficio ma le risorse sono al limite come per la Force India, la Manor, ex Marussia, che addirittura monta il motore 2014, e la Sauber alle prese con la grana Van Der Garde: i giudici hanno ordinato il reintegro del pilota, la scuderia però non gli rilascia la superlicenza per tenersi Ericsson e Nasr che garantiscono soldi. Le solite amare contraddizioni, via, si può iniziare.

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