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Roma 2024, Malagò e Renzi accelerano

Il 21 gennaio l’incontro a Davos con Thomas Bach, presidente del Cio Entro gennaio sarà formalizzato il comitato promotore della candidatura

Incontro a tre, un summit extraterritoriale in una celebrata residenza invernale ed estiva per ricchi del continente e per vertici dell’economia mondiale. La località è la svizzera Davos, cantone dei Grigioni. La data, mercoledì 21 gennaio. I partecipanti, Matteo Renzi, Giovanni Malagò e Thomas Bach, vale a dire le massime espressioni del governo politico italiano, dell’organizzazione sportiva nazionale e di quella olimpica internazionale. Occasione e ragione dell’incontro, preceduto alla vigilia da un’incursione di Malagò e di Roberto Fabbricini, segretario generale del Coni, nella casa-madre olimpica di Losanna, i primi passi informali in vista della presentazione ufficiale della candidatura italiana e romana per i Giochi estivi del 2024. Al termine della Giunta esecutiva convocata ieri mattina al Foro Italico, Malagò ha reso noti alcuni punti fermi del conto alla rovescia sulla via della candidatura. Entro il mese di gennaio verrà formalizzata la costituzione del Comitato promotore, con un gruppo di lavoro ristretto e ampiamente selezionato tra le professionalità e le mura del Foro Italico. Sulla presidenza di un organismo che si configura come una «casella», un dipartimento aggiuntivo e interno al Comitato olimpico, il presidente del Coni ha mantenuto relativo riserbo. Si tiene fuori dal ruolo, autonomamente, per evitare sovraccarico d’impegni, garantendo comunque la sua presenza all’interno del Comitato. Sull’ipotesi presidenziale, Malagò non ha né confermato né smentito, la qual cosa equivale implicitamente ad una conferma, i nomi più gettonati in tempi recenti - quello di Luca di Montezemolo e dell’ex ministro degli Esteri e Commissario europeo Franco Frattini - rivelando tuttavia che il nome è stato comunicato a Thomas Bach e benedetto dal presidente del Cio. Lo studio di fattibilità dell’evento in chiave economica verrà affidato ad un soggetto terzo al Comitato olimpico. Per la presentazione della candidatura si prevedono costi dai 5 ai 10 milioni di euro. Entro il 2016, quindi in margini di tempo corretti perché se ne accerti la consistenza, verrà effettuato un sondaggio sul gradimento della cittadinanza capitolina. Sul punto, dopo aver preso atto con rispetto dell’annuncio della candidatura di Boston, Malagò ha confermato come prima ancora di temere la concorrenza estera sia fondamentale credere nella prospettiva di casa, impegnandosi nella soluzione dei problemi, nell’azzeramento delle incredulità e traendo profitto da un progetto comune che operando in totale trasparenza esalti il meglio delle energie proprie del paese e della sua capitale. I tempi relativi alla presentazione delle candidature fissano al prossimo 15 settembre la loro chiusura. Solo dopo l’accettazione, formalizzata dal Comitato olimpico internazionale, le città uscite dalla prima selezione potranno essere definite Applicant City, giungendo poi nel luglio del 2016 alla definizione di una lista ristretta e aprendo da quel momento la strada ai ballottaggi finali, programmati nel settembre del 2017, quando la 130ª sessione del Cio verrà convocata, per la decisione e per l’annuncio, a Lima.

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