Caos Barça. L'ex-squadra più forte del mondo si sta sgretolando, e nemmeno così lentamente. Dall'addio di Pep Guardiola sono passati meno di tre anni ma la situazione all'interno della società blaugrana è precipitata vorticosamente. La sconfitta di misura rimediata sul campo della Real Sociedad, nella giornata che poteva invece sancire il passaggio in vetta alla Liga, ha acceso la miccia di un innesco pronto da mesi. Ora è «tutti contro tutti». Protagonisti, il mister Luis Enrique, il giocatore più forte e rappresentativo Lionel Messi, l'ormai ex direttore sportivo Zubizarreta, il presidente Bartomeu, l'ex capitano Puyol. E la lista potrebbe allungarsi. Il primo a saltare è stato l'ex portiere Andoni Zubizarreta, fino a ieri diesse della squadra. Il comunicato emesso dalla società lo liquida con poche righe. «Il presidente Bartomeu, - si legge nella stringata nota del club - ha deciso di terminare il contratto di Zubizarreta. A nome del club, il presidente lo ringrazia per il suo contributo, la sua dedizione, e la sua professionalità negli ultimi quattro anni a capo dell’area tecnica». Parole di circostanza che celano un'altra verità. Già in bilico dopo la sentenza Uefa che ha bloccato il mercato in entrata del Barcellona fino al 2016 a causa di irregolarità nel trasferimento di alcuni giocatori minorenni, la scelta di silurare Zubizarreta è arrivata molto probabilmente dopo le parole rilasciate in un'intervista al termine del match di domenica sera. «Nel periodo di riferimento sul quale ha indagato l'Uefa - ha detto ai media - io ero responsabile dell'aspetto calcistico, Bartomeu era il vice-presidente sportivo. Chiedete a lui». Come dire, è colpa sua non mia. Uno scarico di responsabilità che deve aver convinto il presidentissimo a cacciarlo. Ma se nelle stanze societarie c'è clima da resa dei conti, sul campo la battaglia è pienamente in corso. La scelta del tecnico Luis Enrique di tenere fuori le star Messi e Neymar nella partita persa contro il modestissimo Real Sociedad ha esasperato una situazione già critica. E se l'asso brasiliano si è limitato a storcere la bocca, il campione argentino ha pensato bene di non presentarsi ieri mattina all'allenamento (aperto a pubblico e stampa) dichiarando così con i fatti aperta la sfida all'ex tecnico giallorosso. Gastroenterite, la causa ufficiale del forfait. Forse vera, visto che non ha mai nascosto di avere Luis Enrique sullo stomaco. Il braccio di ferro era già iniziato nei mesi scorsi, con «la Pulce» all'attacco dell'allenatore a suo parere troppo autoritario all'interno dello spogliatoio. E come se tutto questo non fosse già abbastanza, sono arrivate ieri le dimissioni di Carles Puyol. La storica bandiera lascia il ruolo da dirigente. «In tre mesi e mezzo ho imparato molto, ora voglio sperimentarmi altrove». Parole dolci per tentare di non dare l'immagine del capitano che scappa mentre la «Barça» affonda. C’era una volta la squadra dei sogni, ridotta ora ad una società con più di una grana da affrontare e risolvere in fretta. Per non buttare tutto a mare.
Il Barça di Luis Enrique si sgretola
Licenziato il direttore sportivo Zubizarreta, si dimette anche Puyol Messi diserta l’allenamento, tecnico sotto accusa dopo averlo escluso
