Se ne è andato nel pomeriggio di domenica, silenziosamente, con quella discrezione da gentiluomo che lo hanno fatto amare dovunque abbia spezzato il pane del suo sapere cestistico. Riposava nel suo letto e il trapasso è stato quello che, forse a ragione, viene chiamato il sonno dei giusti. Antonio «Tonino» Costanzo avrebbe compiuto gli anni il prossimo 2 gennaio e le sue quasi 81 primavere le portava con il piglio del ragazzino. È stato pivot di alta scuola nato e cresciuto nella Stella Azzurra. Giocò 46 partite in Nazionale realizzando 359 punti, disputando due campionati Europei, quelli del 1953 e del 1955. Fu lui, in una giornata storica quando a Piazza san Pietro Stella Azzurra e Pesaro si esibirono davanti al Papa, a consegnare nelle mani di Pio XII un pallone da basket. Un grave problema fisico ne interruppe prematuramente la carriera agonistica e Tonino si lanciò con passione dall’altra parte della barricata divenendo allenatore. Compito che ha svolto con amore e dedizione rivestendo anche negli ultimi anni ruoli importanti presso la Fip regionale. Su Facebook, nel piangerne la scomparsa, Valerio Bianchini ha scritto: «Se ne è andato portando con sé i suoi preziosi insegnamenti sul gioco del pivot». Addio Tonino, ti sia lieve la terra.
È morto a 80 anni Tonino Costanzo, il pivot gentiluomo
Se ne è andato nel pomeriggio di domenica, silenziosamente, con quella discrezione da gentiluomo che lo hanno fatto amare dovunque abbia spezzato il pane del suo sapere cestistico. Riposava nel suo...
