Imbattibile nelle stagioni '70 nella specialità atletica che è la massima espressione della virilità, decide a sessantacinque anni di passare alle unghie laccate di rosa, alle ciglia rese lucide dal mascara e alla radicale trasformazione di genere. Una storia che giunge da oltre Oceano. Accade negli Stati Uniti, accade a un nativo di Mt. Kisco, New York, accade a Bruce Jenner, classe 1949, ex decatleta, colosso bianco registrato a uno e novanta di altezza nelle selezioni preolimpiche. Si ricorda, bello e magnifico come un dio greco, campione olimpico nello stadio di Montreal nei Giochi del '76, reduce da dodici affermazioni sulle tredici disputate nel triennio 1974-76, tre primati mondiali in serie nella più massacrante delle gare di atletica, uno sforzo immane distribuito nell'arco di due giornate. Insospettabile, la scelta. Esuberanti e indefinite escursioni precedenti sulla trincea opposta, la legittimità formale, in successione, di tre matrimoni, di sei figli, Burton, Casey, Brandon e Brody prodotti dalle prime due unioni, Kendall e Kylie in comproprietà con Kriss, vedova di Robert Kardashian. Una forte notorietà tornata d'attualità a partire dal 2007 con l'inizio d'uno dei più celebrati reality show d'oltre Oceano, ambientato nella californiana Calabasas, interpreti lo stesso Bruce, la moglie Kriss, i quattro figli di lei, Kim, Lourtney, Khloe, Rob, e Kendell e Kylie nati dal secondo matrimonio di Bruce. Il caso riguardante l'olimpionico di decathlon evoca quello della cilena Andrea Paredes, nato Ernesto, che riuscì a sconfiggere l'ostilità legale degli organizzatori degli U.S. Open imponendo la propria presenza in tre edizioni della rassegna tennistica statunitense. Ma richiama soprattutto quello di Richard Raskin, esploso più o meno negli stessi giorni in cui nello stadio di Montreal il biondo Bruce si lasciava alle spalle, dall'alto del nuovo primato mondiale, il tedesco occidentale Guido Kratschmer e l'ucraino nativo di Odessa Nikolay Avilov, olimpionico quattro anni prima a Monaco. Capitano nella squadra di tennis alla Yale University, un regolare servizio nella Marina, oculista affermato, unito in matrimonio e padre di Nicholas, tre anni dopo la nascita del figlio, nel 1975 Richard decise di diventare Renèe, rifiutando l'anno successivo di sottoporsi alla visita del sesso nei campionati statunitensi. È alla stessa Renèe, protagonista decenni avanti d'identica e sofferta esperienza, mai digerita dai suoi familiari, che Jenner si è rivolto per approfondire ogni aspetto di una decisione che registra un cambio radicale della propria esistenza. Del caso di Richard Raskin si occupò il cinema, affidando nella pellicola Seconde Serve il ruolo principale all'affascinante ed ambigua Vanessa Redgrave.
Vinse l’Olimpiade da uomo Ora Jenner è una donna
Imbattibile nelle stagioni '70 nella specialità atletica che è la massima espressione della virilità, decide a sessantacinque anni di passare alle unghie laccate di rosa, alle ciglia rese lucide dal...
