di Due canottieri romani degli Anni Sessanta discendono ancora una volta il Tevere da Ponte Milvio a Ponte Castel Sant’Angelo, raccontandosi ricordi, storie, Storia e Circoli storici che vedono scorrere come un film davanti alla loro barca. Oggi soci del Canottieri Roma per meriti sportivi e giornalisti che hanno seguito remi e pagaie azzurri su tutti i campi di gara del mondo, Galeazzi e Tonali riportano alla luce momenti scintillanti della vita agonistica di «fiume» ma anche risvolti poco noti. «Prende vita quindi un mondo che non c’è più? No non è così. Resta sempre viva, nella memoria di chi è stato protagonista e di chi non ha avuto modo di vivere quei momenti, una sensazione delicata di grande umanità. Quelle storie sono per tutti un insegnamento continuo, un riferimento, un modello di vita» scrive Giovanni Malagò, presidente del CONI e del Canottieri Aniene, nella presentazione. Il libro – illustrato con foto raccolte negli archivi dei Circoli fiumaroli – si compone di tre parti (Controcorente, Annamo Va, For de Porta) che contengono capitoli dedicati a personaggi, sodalizi, avvenimenti. Tutto scritto alla Camilleri, inserendo parole, frasi, espressioni tipiche del dialetto romanesco che danno una coloritura sottilmente ironica anche agli argomenti più seriosi e poetici. Il titolo nasce dal «miglio» tra i Ponti Risorgimento e Castel Sant’Angelo, un tratto del Tevere dove sfilano lo Scalo De Pinedo, l’Ara Pacis, lo scomparso Porto di Ripetta e sono vissute le più note famiglie fiumarole come i Tulli, i Tofini, i Tordeschi, er Ciriola, er Panza e Tigellino autore di decine di salvataggi.
Un libro di sport a settimana
«Il magnifico miglio» sul Tevere tra ricordi e circoli storici
