L’accusa è pesantissima: 4 anni e 3 mesi di stop. Questa è la richiesta che è stata avanzata nei confronti di Carolina Kostner dalla Procura Antidoping del Coni, guidata da Tammaro Maiello, per «aver fornito assistenza e aiuto ad Alex Schwazer a eludere il controllo antidoping di Oberstdorf di fine luglio 2012 e per la mancata collaborazione e l'omessa denuncia di circostanze rilevanti». Sarebbe una fine davvero ingloriosa per la carriera della Kostner, che prima di avere questo deferimento stava già pensando di ritirarsi dall’attività agonistica. La pattinatrice di Bolzano ha praticamente vinto tutto in carriera: ai Giochi Olimpici di Soci 2014 ha ottenuto l’unico riconoscimento che le mancava, la medaglia olimpica (un bronzo) nel pattinaggio di figura, disciplina nella quale ha sempre dato il massimo e dove ha sempre fatto incetta di vittorie. La vicinanza al marciatore altoatesino, positivo all’Epo ai Giochi Olimpici di Londra 2012, potrebbe quindi far finire in maniera del tutto ingloriosa una carriera che l’ha vista anche portabandiera azzurra ai Giochi invernali di Torino 2006. Il deferimento è infatti arrivato proprio perché le tre versioni fornite dalla Kostner su quanto ha fatto Schwazer alla vigilia delle Olimpiadi di Londra sarebbero contrastanti, e questo potrebbe portare proprio ad una riduzione della squalifica del marciatore altoatesino, ex fidanzato della pattinatrice, che terminerà a inizio 2016. Secondo la procura, infatti, la Kostner avrebbe coperto Schwazer sulla propria reperibilità ai controlli che sono stati fatti dalla Wada alla vigilia dei Giochi Olimpici di Londra. Per l’avvocato Fontana, legale della Kostner, «la situazione è assurda. Carolina è rimasta colpita e vuole andare fino in fondo. La richiesta è abnorme in quanto rischia di pagare di più chi non ha fatto uso di sostanze dopanti rispetto a chi ha ammesso di averne fatto uso. Non ho ancora finito di leggere il deferimento, ma non vedo nessuna dichiarazione contrastante. D’altro cantro la nostra idea sulla ricostruzione del fatto è completamente diversa da quella della Procura antidoping del Coni: Carolina non ha commesso niente e non aveva nulla da denunciare». E mentre Alex Schwazer spera di poter partecipare di nuovo alle Olimpiadi, nonostante le sue dichiarazioni rilasciate dopo la squalifica fossero al limite dell’inverosimile per un atleta che dovrebbe amare lo sport che pratica da una vita, anche il resto dell’atletica italiana è stata coinvolta da un vero e proprio ciclone, con le richieste di squalifica avanzate dalla stessa Procura antidoping delle quali potete leggere a parte. Lo sport italiano nella bufera, dunque, con Carolina Kostner e gli sprinter italiani in attesa del verdetto del tribunale antidoping e già pronti a difendersi in ogni sede. Alla fine, paradossalmente, l’unico che può pensare al futuro è proprio Schwazer.
Anche Carolina finisce nei guai
La Procura Coni chiede 4 anni e 3 mesi di stop Il legale: «Nemmeno i dopati sono trattati così»
