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«Lussazioni, evitare le manovre fai da te»

Valerio Castro Gli amanti dello sport sanno perfettamente di cosa stiamo parlando. Specialmente se si tratta di sport di contatto. Nel gergo comune si parla di "uscita della spalla", spesso causata...

Gli amanti dello sport sanno perfettamente di cosa stiamo parlando. Specialmente se si tratta di sport di contatto. Nel gergo comune si parla di "uscita della spalla", spesso causata da una caduta inaspettata. Non ci si può sbagliare, il dolore è talmente "importante" che la diagnosi è presto fatta. Per chiarire cosa fare ci rivolgiamo a un esperto in tema di spalla, il dottor Giovanni Di Giacomo, specialista in chirurgia ortopedica, in particolare in chirurgia della spalla e del ginocchio, presso il Concordia Hospital di Roma. «In questi casi la cosa più importante è evitare il fai da te, ovvero affidarsi ad amici o compagni di avventura che ci suggeriscono o ci praticano movimenti anomali o peggio manovre maldestre. Questo non farebbe altro che peggiorare la situazione». Allora cosa fare? «È essenziale rivolgersi ad un pronto soccorso dove, dopo un esame radiografico e con una leggera sedazione, personale specializzato effettuerà la "riduzione" di quella che è una lussazione della spalla attraverso corrette manovre che riposizioneranno la testa dell'omero all'interno della cavità glenoidea della scapola». Professore, ci spieghi meglio cosa avviene quando si è vittima di questa lussazione. «Quando la testa dell’omero si lussa, si lesionano in modo importante alcune strutture. In particolare i legamenti gleno-omerali, che sono deputati alla stabilità della spalla mantendo la testa dell’omero centrata all’interno della cavità glenoidea. Dopo un primo episodio di lussazione, avvenuta la riduzione in pronto soccorso, il paziente indosserà un tutore per 20 giorni a cui seguiranno 6/8 settimane di fisioterapia ben condotta, mirate al ripristino del movimento e del tono muscolare». Non è quindi necessario operare? «Di regola, ma non sempre, dopo un solo episodio si cerca di evitare l’intervento sperando che si formi una buona cicatrice dei tessuti lesionati sufficiente a stabilizzare la spalla. Questo succede spesso nei soggetti che hanno un età superiore ai 30 anni. Ci sono però delle eccezioni». Quali? «I più giovani, in particolare in quelli dediti ad attività sportive da contatto quali possono essere ad esempio calcio, rugby e arti marziali, vi e’ un maggiore rischio di nuovi episodi di lussazione gleno-omerale, di lussazione recidivante, fino ad arrivare a lussazioni cosidette "abituali". In questo caso il paziente è costretto a rimanere lontano dall’attività sportiva e lavorativa per lungo tempo. In questa categoria di pazienti è necessario l’intervento chirurgico». E poi quali sono i tempi di recupero? «Dopo l’intervento il paziente indosserà un tutore leggero per 20 giorni, cui seguirà un programma riabilitativo per 8-12 settimane. Il ritorno all’attività agonistica è previsto in media dopo 4-6 mesi».

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