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L’OSSERVATORIO di Gianfranco Giubilo

Con il ritorno del Mancio ci guadagna il campionato

Si appesantisce, purtroppo, il bilancio delle vittime dal maltempo nel Nord. C'è andato di mezzo, con l'imperversare della pioggia, anche Walter Mazzarri. Lo aveva detto: la sua Inter stava giocando bene, poi il cielo ha aperto le cateratte e la squadra è sparita. Se voleva essere una barzelletta, l'ha gradita pochissimo Thohir, che ha dato incarico al suo staff di congedare cortesemente il tecnico livornese. La notizia dell'esonero ha incontrato una valanga di consensi, ma anche molti pareri contrari, quelli dei milanisti che nel derby lo avrebbero voluto sulla panchina dell'Inter per avere vita più facile. Sulla quale, invece, prenderà posto Roberto Mancini, al quale il calcio italiano rivolge un caloroso bentornato. Per i nerazzurri, ai quali ha regalato tre scudetti, due Coppe Italia e una Supercoppa, è quasi un sogno ritrovarlo alla guida di una squadra che stava vivendo un periodo deprimente, dopo il disastroso finale della stagione scorsa. Già ritenuto allenatore in campo ai tempi dello scudetto vinto dalla Samp di Boskov, Roberto avrebbe conosciuto la gloria una voltta messi via gli scarpini da gioco. Anche a Manchester è andato a vincere, spezzando una lunga tradizione negativa, è stato meno fortunato nelle avventure europee, anche con la squadra inglese. Ragazzo di viva intelligenza e di grande personalità, si è guadagnato anchea stima del tifo rivale, i romanisti lo avrebbero visto bene alla guida della loro squadra nonostante il passato illustre nella Lazio di Cragnotti. Auguri Roberto, vecchio amico.

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