Hamilton ha vinto 10 gare, Rosberg 4, l’inglese è stato più forte e più bravo, il tedesco più costante e ha subito meno ritiri. E così a due gran premi dalla fine niente è deciso per il titolo 2014. L’unica cosa sicura è che anche in Brasile il coro a due voci sta andando avanti: Rosberg in 1’12”123 ha preceduto il team-mate nel venerdì di assaggio della pista. Primo in entrambe le sessioni, giusto per spaventare l’anglocaraibico che dovrà mantenere calma e concentrazione se vuole conquistare la pole position (oggi la terza manche di libere e la lotta per la griglia di partenza alle 17, domani il via alla stessa ora. Tutto il programma in diretta esclusiva su SkySport F1, in differita sulla Rai). Chi invece si è spaventato è stato Alonso che su Twitter continua a ricordare Jules Bianchi ancora in coma dopo l’incidente in Giappone. Il ferrarista uscente, ma anche no visto lo stretto riserbo che mantiene sul suo futuro prossimo, era settimo a un secondo dal leader quando si è fermato con la F14T-laboratorio (piena di sensori e nuova ala posteriore) in fiamme alla curva 3 e a 20 minuti dalla fine delle prove libere momentaneamente sospese. Fumo bianco e principio di incendio che ha domato come il più esperto dei pompieri. Si è trattato della rottura del motore, proprio ciò che aveva rivelato di temere una settimana fa in Texas, ma non ci saranno ripercussioni per le qualifiche. Una stagione disgraziata per il Cavallino in cui improvvisamente ha brillato Raikkonen, terzo dopo il testacoda del mattino. Non è mai facile trovare l’assetto giusto a Interlagos, pista che richiede molto carico aerodinamico per affrontare i due lunghi rettilinei e quel vespaio di curve lente che caratterizzano il tratto centrale (ieri il nuovo asfalto ha creato diversi problemi). Sul circuito di casa di Felipe Massa ha debuttato un suo connazionale: Felipe Nasr prossimo driver della Sauber. Oltre a lui Daniel Juncadella e Max Verstappen che con i suoi 17 anni è il pilota più giovane della F1: dall’anno prossimo guiderà la Toro Rosso. Volti nuovi in entrata e volti vecchi in uscita: per colpa della crisi e con un rosso di 130 milioni di dollari la Marussia ha chiuso definitivamente i battenti e licenziato 200 persone (a cui è giunta la solidarietà della Mercedes), mentre la Caterham pur di partecipare all’ultima corsa ha lanciato una colletta online.
Rosberg spaventa Hamilton
Formula 1 Il tedesco supera l’inglese nelle libere in Brasile Il duello mondiale continua. In fiamme la Ferrari di Alonso
