Immaginate una pista per le macchinine, di quelle con i binari sottili affogati nella plastica nera, ecco questo è il circuito di Austin per le Mercedes che in Texas fanno corsa a sé e la pole position è stata terreno di caccia super riservata: Rosberg in 1’36’’067 su Hamilton (annichilito con 4 decimi di differenza) e nona partenza al palo della stagione. «Sì è andata bene, finalmente ho trovato l’assetto giusto e un buon giro. Bella la lotta con Lewis, ma contano i punti della gara, devo partire nel modo giusto e tenere un buon passo gara. Comunque ho fiducia», ha dichiarato il tedesco consapevole che per il Mondiale sarà una volata al fotofinish. Una pole di 271 millesimi più veloce di quella di Vettel nel 2013, ma oggi con gomme soft, ieri con medie. Impressionante. Per non dire poi che lascia di stucco il distacco inflitto dalle due Frecce3 d’argento al gruppo (che già ha perso pezzi, Marussia e Caterham e sembra ne perderà altri nel 2015, forse 14 monoposto in totale). Una superiorità da «campionato a parte» quando si confronta con i tempi ravvicinati staccati dal resto della top ten: i due della Mercedes erano quasi un secondo più rapidi del gruppo che h sgomitato in un pugno di 8 decimi. Per la seconda fila è stata bagarre tra Alonso, Massa e Bottas. Alla fine è andata al finlandese della Williams e al team-mate Massa. La Ferrari di Alonso è sesta dietro a Ricciardo, mentre Raikkonen da nono sale ottavo per la sanzione a Button (13°, meno cinque posti per la sostituzione del cambio). Non male considerando che la Ferrari sta sperimentando diversi pezzi nuovi per la prossima stagione, quella in cui Vettel, che oggi parte dalla pit-lane per aver impiegato un sesto motore, vestirà di rosso e Alonso tornerà al primo amore, la McLaren-Honda. Male se si pensa alla rivelazione dell’asturiano: «Anche noi come la Red Bull eravamo in dubbio se usare un’altra power unit e partire dai box. Cercheremo di fare il massimo, ma ormai è chiaro che Mercedes e Williams sono un mondo a parte, i primi quattro sono troppo distanti e non ci resta che lottare con Ricciardo e la McLaren. Arrivare la podio per noi è difficilissimo». Stringato Raikkonen: «Abbiamo dato il massimo come in tutto l’anno». Nessuna rivoluzione dei valori in campo grazie al meteo, si correrà sull’asciutto (il via alle 21 in diretta su Rai1 e su SkySport F1) e salvo «mattane» anche al via filerà tutto liscio: Hamilton e Rosberg non sono liberi di sgomitare, Toto Wolff è stato chiaro: Ricciardo è in agguato e con i 50 punti in Brasile si rischia la beffa. L’incognita nel pur appassionante monologo tedesco è data dai motori, tutti esausti, compresi quelli della Mercedes. Che però ha anche altri problemi di affidabilità: Hamilton ha lamentato continui problemi di bloccaggio dei freni. Non un buon presagio.
Rosberg vola, Hamilton insegue
Formula 1 Battaglia tra le due Mercedes nel Gp di Austin Alonso parte sesto: «Loro fanno un campionato a parte»
