Le notizie che arrivano dalla Corea del Nord sono poche, filtrate dalla rigida censura del regime e spesso molto bizzarre. Come quella che voleva tutti i calciatori della nazionale Under 23 agli arresti in attesa di essere giustiziati dopo la sconfitta per 1-0 del 2 ottobre con gli odiati «vicini» del sud nei Giochi Asiatici e apparsa nei giorni scorsi su molti media italiani. Peccato si trattasse di una bufala colossale che rimbalzava da giorni sul web di mezzo mondo, creata ad arte da National Report , un sito satirico made in Usa che mischia fatti veri, commenti taglienti e notizie inventate. Secondo i buontemponi americani il giornale ufficiale del regime di Kim Jong-un, il Rodong Sinmun , pubblicando una foto dei giocatori di casa con il titolo «Gli uomini che ci hanno abbandonato» aveva scritto che gli atleti erano stati «scortati fino a un bus in attesa con il quale sarebbero stati poi trasferiti in una prigione di massima sicurezza». Per poi essere poi giustiziati. A prendere molto sul serio la notizia è stata in Italia l’associazione Nessuno tocchi Caino che si occupa della lotta contro la pena di morte nel mondo. Con una nota affidata al proprio sito internet l’organismo aveva anche ricordato che «non sarebbe la prima volta che la Corea del Nord castiga duramente i suoi atleti. Nel 2010, la Fifa ha condotto un’indagine dopo la denuncia del fatto che i giocatori della nazionale di calcio erano stati gravemente torturati dopo aver perso tutte e tre le partite della Coppa del Mondo». Parole prese dall’articolo satirico e accompagnate anche dalla corretta citazione della fonte, una circostanza che non ha scongiurato la pubblicazione su siti e giornali di casa nostra della nota senza troppe verifiche. Complice la reputazione del dittatore Kim Jong-un, corpulento figlio del «caro leader» Kim Jong-il, che ha reso la bufala quantomeno verosimile.
A morte dopo il ko. Ma è una bufala
Davide Di Santod.disanto@iltempo.it Le notizie che arrivano dalla Corea del Nord sono poche, filtrate dalla rigida censura del regime e spesso molto bizzarre. Come quella che voleva tutti i...
