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La vendetta di Balotelli

L’attaccante del Liverpool spara a zero sull’ex ct Cesare Prandelli «Non è un uomo vero». Poi elogia Conte: «Ottimo allenatore»

Poco british, molto «aggressive». Mario Balotelli è sempre lui, anche lontano dai Navigli e dall’azzurro Savoia. Al momento è in esilio, spende il suo tempo tra Anfield, Albert Dock e il Cavern in attesa di tornare protagonista in Premier League con la maglia del Liverpool e riprendersi quel posto che sembrava essergli stato assegnato per grazia divina. Non è da escludere una sua prossima convocazione nell’amichevole che la Nazionale di Conte disputerà contro la selezione albanese, il nuovo ct azzurro concede un’opportunità a tutti. L’importante è sfruttarla al meglio. «Amo l’Italia e nessuno può dire nulla sulla mia Nazionale - sottolinea Balotelli - la amerò sempre, ma onestamente sono rimasto deluso da quello che la gente ha detto». La gente, per inteso ha un nome e un cognome: Cesare Prandelli. L’attaccante bresciano parla fuori dai denti, senza fare sconti a nessuno. «Prandelli ha detto cose cattive su di me - accusa Balotelli - non mi aspettavo che lo facesse sui giornali e non ho risposto perché non avrebbe avuto senso. Penso che gli uomini veri, se hanno qualcosa da dire, lo dicono in faccia. Io sono una persona che dice le cose in faccia». La deduzione è fin troppo elementare, il sillogismo fin troppo chiaro. All’indomani della disfatta brasiliana l’ex ct della Nazionale aveva puntato l’indice contro l’attaccante: «Non è un campione, ma soltanto un giocatore che ha colpi». Opinione lecita, così come è altrettanto lecito chiedersi perché - a questo punto - se lo sia portato in Brasile per i Mondiali. Campione o no, Balotelli riconosce i meriti della squadra di Conte e degli attaccanti al momento convocati dal commissario tecnico. «Capisco perché non sono in Nazionale - ammette il centravanti del Liverpool - io non sto segnando, mentre altri giocatori come Pellè lo stanno facendo e meritano di essere lì. Conte è un ottimo allenatore, con un carattere molto forte, e si vede da come gioca la squadra. Penso che possa aiutarmi a migliorare come giocatore. Con Rodgers devi essere una brava persona, devi essere professionale (Balotelli usa un’espressione più colorita, ndc). Non sapevo molto di questo club prima di venire qui, ma sono rimasto davvero sorpreso. Ovviamente dobbiamo migliorare tante cose perché non abbiamo iniziato molto bene, ma qui ci sono giocatori incredibili. In questo momento la mia priorità è segnare il primo gol con la maglia del Liverpool. Spero di arrivare tra le prime quattro, ma lavoriamo per vincere il campionato». La chiusura dell’intervista rilasciata al magazine inglese Sport è riservata al suo podio personale dei campioni con cui ha avuto modo di giocare. «Ibrahimovic, Figo e Pirlo. Ma Gerrard è ormai ai livelli di Andrea».

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