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Retromarcia a metà sui divieti radio

Giada OricchioLa Fia o l’arte dell’improvvisazione. Nelle libere del venerdì a Singapore hanno brillato Hamilton (Rosberg 13°, fermato dall’incidente di Maldonado nel giro buono) e poi a un soffio...

La Fia o l’arte dell’improvvisazione. Nelle libere del venerdì a Singapore hanno brillato Hamilton (Rosberg 13°, fermato dall’incidente di Maldonado nel giro buono) e poi a un soffio Alonso, Ricciardo e Raikkonen che fanno sperare in una bella lotta per le qualifiche di oggi (pole alle 15 in diretta su Rai2 e su Sky Sport, gara alle 14 in diretta su Rai1 e SkySport), ma soprattutto ha fatto faville la Federazione che una settimana fa aveva decretato il silenzio radio e ieri ha inserito la retromarcia. Il totem dei commissari, Charlie Whiting, ha accolto le rimostranze di piloti e team: il divieto di informazioni nell’era delle «power unit» avrebbe potuto creare gravi problemi per la sicurezza e falsare le gare dal punto di vista tecnico (ad esempio la Williams non ha il display grande sul volante e i driver non possono accedere ai parametri della macchina). Una decisione saggia se non fosse che la Fia ama fare le cose a metà e così ha confermato lo stop alle comunicazioni relative alla prestazione. Quello che esce dalla porta rientra dalla finestra: come si farà a capire se un «usa i giocattoli» (lo hanno detto ieri a Bottas, ndr) o «manopola 2» riguarda l’incolumità o è un aiuto alla guida? E non è finita qui perché non sono chiare nemmeno le sanzioni che il Grande Fratello in ascolto ha deciso di comminare in caso di violazione. Si parla di Stop&Go di 5” o 10”, un mistero quali casi siano da 5” e quali da 10”, niente certezza della pena per i trasgressori. Giusto per alimentare le tesi dei complottisti sui mondiali decisi al muretto. Insomma, sul circuito di Marina Bay il clima è bollente, in tutti i sensi. Un sorridente Hamilton è preoccupato dell’elevato tasso di umidità: «La pista è difficile, il caldo può creare problemi ai freni». Fa pretattica, lui e Rosberg sono i favoriti d’obbligo, occhio però a Ricciardo (per Vettel ancora guai con il motore) e per il podio non è esclusa la Ferrari. Intanto Ecclestone apre alle terza vettura dal 2015: «Meglio avere tre Ferrari o tre monoposto di un top team che due di una scuderia poco competitiva o senza soldi».

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