Settantasette giorni dopo la disfatta Mondiale l’Italia cerca di rifarsi il trucco a sessantasette anni dall’unica vittoria ottenuta in Norvegia. C’è un nuovo ct, un nuovo presidente federale, ma soprattutto un nuovo spirito che accompagna gli azzurri di Antonio Conte. Questa sera a Oslo la Nazionale farà il suo esordio nelle qualificazioni al prossimo europeo francese: di fronte un avversario tecnicamente mediocre, ma fisicamente impegnativo. Il ct in ogni modo mette tutti in guardia per evitare imboscate. «Dovremo fare grande attenzione - sottolinea in conferenza stampa il tecnico della Nazionale - la Norvegia è una squadra ostica, molto accorta in fase difensiva, una formazione da prendere con le molle. Non aspettiamoci una sfida semplice perché non sarà così: metteranno in campo agonismo, intensità e voglia di vincere, dovremo tenere gli occhi aperti». Dopo l’esordio sulla panchina azzurra a Bari, l’ex tecnico della Juventus inizia a giocare per i tre punti: da qui in avanti non si potrà più sbagliare. «C’è sempre tanta emozione - ammette Conte - personalmente sono sereno perché i ragazzi hanno fatto molto bene, mi aspetto una buona prestazione, mi auguro di vedere una squadra che abbia entusiasmo, voglia di giocare e voglia di tenere il campo con orgoglio italiano». I precedenti in Norvegia non sono favorevoli agli azzurri che - in cinque confronti - hanno avuto modo di vincere in un’unica occasione, nel lontano 1937 grazie a un gol di Meazza e a una doppietta di Silvio Piola. Poi due sconfitte e due pareggi, ultimo dei quali nel 2005 - con Lippi - nelle qualificazioni per il mondiale tedesco. Il nuovo corso della Nazionale sarebbe dovuto essere all’insegna della collaborazione reciproca, ma in questi giorni di preparazione alla sfida contro gli scandinavi non sono mancate le polemiche, soprattutto quella legata a Giorgio Chiellini che la Juventus ha richiamato a Torino dopo l’infortunio. «Ho spalle abbastanza larghe - ammette Conte - queste non le considero neanche polemiche. In ogni modo Chiellini è infortunato, e in ogni modo non avrebbe giocato. Tutto questo ci servirà di esperienza per gestire la situazione in futuro. Io sono qui per unire, non per dividere, da parte mia ci sarà sempre un passo in avanti verso le società e gli allenatori. Abbiamo bisogno di tutti, serve collaborazione perché stiamo tutti sulla stessa barca. Dovremo collaborare nel rispetto reciproco, ci dovrà essere condivisione di intenti per riportare la Nazionale ai livelli che le competono. Per quanto riguarda il discorso legato agli stranieri nel nostro campionato, mi auguro che alle tante idee che ho avuto modo di ascoltare in questi giorni facciano poi seguito i fatti. È necessario fare qualcosa per il bene della Nazionale maggiore e di tutte le nostre squadre giovanili». Non c’è tempo per le polemiche, è necessario pensare al campo: il ct è pienamente soddisfatto del lavoro svolto fin qui. «Abbiamo lavorato bene - confessa davanti a taccuini e microfoni - sono molto contento di questi otto giorni che ho trascorso insieme ai ragazzi, sono convinto di aver intrapreso la strada giusta. Sono stato facilitato dal fatto di avere a disposizione giocatori che hanno già avuto modo di allenarsi con me, e la grande disponibilità ad abbracciare le mie idee da parte di tutti i giocatori. Io la credibilità me la devo guadagnare giorno per giorno con i comportamenti e gli insegnamenti, cercando sempre di avere rispetto e pretendendolo. La credibilità per un allenatore viene data giorno per giorno. Puoi fare benissimo, ma basta un giorno per farla svanire. Sono una persona che cerca di rispettare le regole, di far lavorare i calciatori nella maniera più seria possibile. La serietà nel lavoro è alla base di ogni successo, in qualsiasi campo professionale».
Italia, operazione rinascita
In Norvegia partono le qualificazioni all’Europeo col nuovo ct Conte: «Dobbiamo giocare con orgoglio. Polemiche? Ho le spalle larghe» LEGGI ANCHE Florenzi nel motore. Fiducia a Zaza
