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Conte detta le regole

Primo raduno del nuovo ct che spiega l’esclusione di Balotelli «Non faccio regali, chi vuole la nazionale deve meritarla»

Primo giorno di scuola, Conte sale in cattedra con una classe di 27 calciatori, tra cui la novità dell’ultima ora Ogbonna, che sostituisce l’infortunato Paletta. Unico assente al primo allenamento è stato il romanista Destro (si è sposato): questa mattina l’attaccante tornerà a disposizione. Doppia seduta di allenamento, Conte non ha perso tempo e ha iniziato a dare i primi dettami tattici: in mattinata schemi offensivi e difensivi, con le due squadre schierate col modulo 3-5-2. Il ct ha lavorato meticolosamente, richiamando spesso i giocatori, spiegando loro i movimenti su una lavagna. Dopo pranzo i calciatori hanno avuto modo di ricevere il saluto del presidente Tavecchio che ha assistito alle due sedute di lavoro. Intanto a Bari cresce l’attesa per il test contro l’Olanda: già venduti 37 mila biglietti. È stata una giornata intensa per Conte: prima il bagno battesimale dell’Ice Bucket Challenge, poi l’allenamento, quindi il consueto incontro con la stampa. «Tornare a Coverciano è una grandissima emozione - ha ammesso - arrivai qui per la prima volta quasi trent’anni fa per rispondere a una convocazione dell’Under 15. Questo posto mi fa venire i brividi». Nella lista dei 27 convocati manca Balotelli. È un messaggio? «Non devo mandare messaggi, chi mi conosce sa come lavoro. Non regalo niente a nessuno, ho scelto questo gruppo, ma non è detto che questi giocatori siano qui anche in futuro. Personalmente non ho preclusioni, l’importante è che i convocati sappiano dove si va, cosa si fa, e cosa bisogna fare per tornare qui». Ci sono pochi titolari delle squadre di club. «Le squadre di prima fascia hanno pochissimi italiani in campo e questo non facilita il mio lavoro. Servono delle riforme importanti, mi hanno assicurato che si cercherà di aiutare tutto il movimento. È inutile nascondersi, gli italiani devono avere più spazio». Rispetto agli attaccanti del Mondiale, lei ha confermato solo Immobile. «In Brasile la squadra giocava con un unico riferimento offensivo, con me si giocherà con due punte. Ho chiamato attaccanti con determinate caratteristiche, predisposti per il mio tipo di gioco. Cerci? In questo avvio di stagione non ho avuto riscontri dal campo. Insigne? Per me è un esterno». Osvaldo torna in azzurro. «Daniel ha qualche problema agli adduttori. Decideremo domani (oggi, ndc) in base alle sue condizioni fisiche, spero possa restare con noi. Al contrario, ho già in mente un paio di nomi». C’è differenza tra una squadra di club e la Nazionale? «Sono curioso di vedere come riuscirò a trasmettere le mie idee ai giocatori avendo a disposizione molto meno tempo rispetto a una squadra di club. È una sfida con me stesso, ma sono convinto che riuscirò ugualmente a trasferire i miei concetti alla mia formazione. Le prime sensazioni sono buone, ho lavorato con i ragazzi appena cinquanta minuti, ma è come se li allenassi già da un po’ di tempo». È emozionato? «Vivo sensazioni simili a quelle vissute tre anni fa al mio arrivo alla Juventus. Allora arrivavo in un top club, oggi sono in un top top club. Le emozioni e l’entusiasmo sono gli stessi di allora». Come sarà la sua Nazionale? «Umile, orgogliosa e cattiva. Riporteremo l’Italia dove merita. Dopo il Brasile siamo la Nazionale più importante del mondo».

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