È tornata dagli Europei di Berlino con al collo due ori e un argento. Splendido bottino che però non cancella del tutto una piccola amarezza: quel 322,80, punteggio ampiamente alla sua portata che però ha visto trionfare la Bazhina dal trampolino tre metri. Resta lei, la bolzanina con la erre moscia e un sorriso solare, la regina dei tuffi. Prima donna italiana ad aver conquistato una medaglia mondiale (Montreal nel 2005), Tania Cagnotto è figlia d'arte, il padre Giorgio, ancora oggi suo allenatore, ha vinto numerose medaglie in campo mondiale ed europeo negli anni Settanta. Lo stesso vale per la mamma Carmen Casteiner. Il suo palmares parla per lei. Difficile scovare un anno, dal 2005 in poi, in cui non abbia strappato almeno una medaglia. A Torino nel 2009 conquista l'oro nella finale del trampolino da un metro precedendo di circa dieci punti la connazionale Maria Marconi e bissando nel sincro in coppia con la Dellapè (primo record). Lo stesso anno a Roma ottiene un bronzo e un argento nel sincro, prima volta nella storia dei tuffi dai tre metri. Si conferma nel 2010 agli Europei di Budapest con un altro oro sempre in coppia con la Dallapè, dopo averne vinto uno anche dal trampolino da un metro. Il record di punti a livello europeo arriva nel 2011 a Torino con l'oro dal trampolino da un metro. Con le Olimpidi di Londra arrivano le prime vere delusioni. Tania e Francesca nei tre metri sincro sfiorano il podio. Nel 2013 Tania ritrova la medaglia d'oro a Rostock nel trampolino da un metro, dai tre metri invece si prende un argento che significa la 19ª medaglia continentale e nuovo record. Solo dieci centesimi le negano l'ennesimo oro nel 2013 a Barcellona dove si piega alla cinese He Zi e si dovrà accontentare dell'argento nel sincro dai tre metri. Oggi non sa più dove mettere le medaglie per quante ne ha vinte, ma gli atleti come Tania non si accontentano mai. Soprattutto quando tornare a casa significa essere accolti in pompa magna: «Proprio sotto l'aereo mi è venuta a prendere una macchina della Guardia di Finanza e mi è stato regalato un mazzo di fiori, c'erano un bel po' di giornalisti e ho rilasciato qualche intervista. Adesso continuerò a festeggiare con i miei amici». C'è un po' di amarezza per il finale? «Sono contentissima per come è andata. Anche se ho sbagliato il mio tuffo preferito. Forse per colpa della stanchezza mentale, ho ragalato l'oro alla mia avversaria ma va bene così». A che punto si sente della sua carriera. A 29 anni, che obiettivi si è posta? «Purtroppo so di essere verso la fine della mia carriera. Mancano due anni a Rio che sarà la mia ultima Olimpiade ma gli stimoli sono sempre gli stessi». Dopo la delusione di Londra, vede i Giochi di Rio 2016 come una chance per riscattarsi e chiudere la carriera in bellezza? «Non andrò a Rio con l'ansia del riscatto a tutti i costi. So di potermi togliere ancora molte soddisfazioni. Ma anche se non arriveranno medaglie sarò comunque orgogliosa di quello che ho fatto». Altra tappa importante prima di Rio saranno i Mondiali del 2015 a Kazan. «Quella russa sarà una tappa fondamentale in chiave olimpica. Ovviamente punto alla qualificazione». Che tipo di consigli le danno i suoi genitori? «Entrambi mi aiutano a restare umile e con i piedi per terra. Più che altro mi consigliano di non prendermi troppo sul serio e di pensare soprattutto a divertirmi. Ma mia mamma, poverina, la faccio soffrire molto». A volte le atlete più medagliate dello sport diventano anche ragazze immagine. A lei questo non interessa? «Sono un atleta e non una show girl». Che rapporto c'è tra lei e la Dallapè? «Siamo amiche da anni, ci capiamo al volo ma ognuna ha la sua vita anche perche lei vive a Faenza e io a Bolzano». C'è anche il matrimonio tra i progetti a breve termine? «Sì, certo». Fiori d'arancio in vista allora...dopo Rio? «Chiedetelo al mio ragazzo...».
«Vinco a Rio e mi sposo»
Tania Cagnotto fissa i nuovi obiettivi dopo gli ottimi Europei di Berlino: «Sogno la medaglia olimpica ma sono già orgogliosa della mia carriera»
