Dall’Aia cartellino rosso a Tavecchio. «Se un arbitro in campo sente un calciatore che usa dei termini razzisti, il calciatore va semplicemente espulso. In campo non si può e non si deve accettare questo tipo di manifestazione». A dirlo è il presidente dell’Aia Marcello Nicchi rispondendo a chi gli chiede delle prossime elezioni federali durante il raduno della Can A, il gruppo di arbitri della massima serie, terminato ieri a Sportilia. «I climi arroventati non giovano a nessuno, mi amareggia che non si parli della violenza che subiscono settimanalmente gli arbitri», continua Nicchi, che rivendica con orgoglio la scelta di un arbitro italiano nella finale del Mondiale. «Sugli episodi che si verificano il nostro Osservatorio tiene tutto monitorato e le Istituzioni sono informate, ma spesso non veniamo neanche interpellati. Da quest'anno - ha aggiunto - abbiamo introdotto la novità di un appuntamento sulla psicologia. L’esperta si è soffermata in particolare sul modo di porsi, sulla gestione dello stress e sulla comunicazione, e ripeterà questo intervento in tutti i raduni pre-campionato degli Organi Tecnici Nazionali». Dopo la conferenza stampa l’ultimo allenamento sul campo durante il quale l'internazionale Nicola Rizzoli, arbitro della finale di Coppa del Mondo, ha simulato l’utilizzo dello spray evanescente.
Rosso di Nicchi «I razzisti vanno espulsi»
Dall’Aia cartellino rosso a Tavecchio. «Se un arbitro in campo sente un calciatore che usa dei termini razzisti, il calciatore va semplicemente espulso. In campo non si può e non si deve accettare...