Sport

Tavecchio: «Io sveglierò l’Italia»

Promesse e provocazioni nel programma per la Federcalcio. «Preoccupati per il nuovo ct? Con l’Olanda in panchina va Rivera»

Il Tavecchio che avanza. E lo fa velocemente, a passi spediti, mettendo d’accordo tutte le Leghe del calcio italiano. La sua candidatura è stata appoggiata all’unanimità: ottantotto voti su ottantotto delegati presenti all’Assemblea straordinaria della Lega Nazionale Dilettanti. L’ex sindaco di Ponte Lambro è pronto a diventare il governatore della pedata. Eredita dal dimissionario Abete il disastroso risultato degli ultimi Mondiali, una crisi tecnica considerevole e una stagione non troppo propizia dal punto di vista economico. Undici i punti del programma presentato ieri, i più importanti riguardano le riforme statutarie e la riforma dei campionati. «Dobbiamo abbassare il quorum al 65% - afferma dallo scranno Tavecchio - se lo statuto federale è immodificabile, è inutile parlare di riforme». La prima, sarebbe quella relativa ai campionati: Serie A con 18 squadre e meno club professionistici. «È impensabile avere un quinto delle risorse economiche della Germania mantenendo il doppio delle loro squadre professionistiche». L'ipotesi delle seconde squadre per i club professionistici non sembra percorribile, più fattibile la multiproprietà di società, sempre e solo in campionati differenti. La governance di Via Allegri verrà riorganizzata, via la duplice figura di direttore generale e segretario federale, ci sarà un unico segretario generale che sarà responsabile della gestione operativa e amministrativa. Quella tecnica farà capo al nuovo ct. «Dovrà essere una figura di prestigio - afferma Tavecchio - lo sceglieremo subito dopo le elezioni, controllerà tutte le squadre, dall’Under 15 alla Nazionale maggiore. Il nostro progetto è quello di fare 20 centri federali, uno per ogni regione: sarà un serbatoio importante per valorizzare i vivai. Nessun vuol rubare il mestiere ai club della Serie A, ma loro pescano tra sette mila ragazzi, nel nostro bacino ce ne sarebbero settecentomila. Coverciano ha dei rituali obsoleti, bisogna renderlo più popolare. Intendo metter freno ai corsi per gli allenatori, sono diventati un esercito». Una gaffe la fa e pure grossa sul tema extracomunitari: «Le questioni di accoglienza sono una cosa, quelle del gioco un'altra. L'Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che Opti Pobà (inventando un nome, ndr) è venuto qua che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così. In Inghilterra deve dimostrare il suo curriculum». Un altro problema da affrontare è quello della violenza negli stadi. «È un processo culturale la cui crescita passa dalle scuole, dell'educazione civica, dagli impianti senza barriere e senza recinzioni». Tavecchio dovrà riequilibrare i rapporti con le Leghe riaffermando la centralità della Figc. «Non sono Re Travicello, ogni club utilizza la loro squadra solo attraverso la Federcalcio - ho settantuno anni, non mi assumo questo incarico per accettare compromessi, non intendo diventare l’uomo più ricco del cimitero». Poi un messaggio al Governo. «Lo Stato incassa tre miliardi dalle scommesse legate al calcio, e un miliardo di tasse che arriva dalla Federazione, potremmo chiedere una percentuale minima di quei soldi che il Governo avrebbe indietro come opere, o come tasse». Ne parlerà col Sottosegretario Graziano Delrio dopo Ferragosto. Ha già vinto, ma non basta. Ora bisognerà convincere per evitare la figura dei dilettanti allo sbaraglio.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.