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La Figc prova a cambiare. Intanto usa lo spray

Simone Pieretti È la settimana delle grandi manovre, perché il tempo è tiranno, e la poltrona di presidente federale è ancora vacante. Il prossimo consiglio federale, convocatovenerdì alle 13 non...

È la settimana delle grandi manovre, perché il tempo è tiranno, e la poltrona di presidente federale è ancora vacante. Il prossimo consiglio federale, convocatovenerdì alle 13 non servirà a compiere ulteriori passi avanti. Ma porterà almeno una novità regolamentare: all’ordine del giorno, dopo la richiesta di serie A e serie B, l’utilizzo da parte degli arbitri dello spray sperimentato ai Mondiali e già approvata dall’Uefa per Champions ed Europa League. Ma la vera battaglia è un’altra. Da una parte c’è Carlo Tavecchio, presidente in pectore, spalleggiato da Lotito e Macalli. Dall’altra c’è tutto un Paese che spinge per un cambiamento vero, radicale, assoluto. «Auspico che il prossimo presidente federale possa essere eletto col massimo di consensi - ha affermato ieri il presidente del Coni Giovanni Malagò - perché non vorrei correre il rischio che questa figura, in futuro, possa dividere e non unire». La figura di Tavecchio non convince i presidenti delle maggiori squadre di serie A: dalla Juventus al Milan passando per la Roma, è stato bocciato da tutti, eppure resiste, nel tentativo di restare aggrappato alla poltrona. Anche il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis non usa la diplomazia per commentare la situazione legata alla politica sportiva. «Non sono per il commissariamento, io sono per l’azzeramento - afferma il re del cinema italiano - a me sembra strano che si vada così di fretta. Dovremmo prenderci il tempo necessario per far ripartire una macchina che da 30 anni va a singhiozzi. Renzi e Delrio dovrebbero metterci la faccia per risolvere una situazione che va risolta alla radice». Il presidente dimissionario Giancarlo Abete continua a essere conservatore. «La Figc non è una società per azioni. Concettualmente sono sempre stato contrario al commissariamento». Restaurazione o rivoluzione? Tutto passa per la Lega calcio, dove Lotito - dopo aver bocciato Abodi a vantaggio di Beretta come presidente di Lega - cercherà di convincere quanti più colleghi a schierarsi dalla parte di Tavecchio.

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