Erano arrivati in 100mila per «alzare la coppa in faccia» ai rivali di sempre. La spedizione in Brasile dei tifosi argentini si è invece conclusa dalla più amara delle delusioni seguita da scontri e disordini. Solo 13mila supporters dell’Albiceleste erano in possesso del biglietto per la finale del Maracanà con la Germania. Buona parte della carica dei 100mila si è così riversata per le strade di Rio de Janeiro e nei pressi del maxischermo di Copacabana, dove tra l’altro si erano dati appuntamento anche numerosi borseggiatori. Centinaia le denunce per furto. Proprio lungo la spiaggia più famosa di Rio un gruppo di brasiliani ha fatto irruzione per festeggiare il gol della Germania, arrivato soltanto nei supplementari. Risse e disordini che sono contemporaneamente scoppiati nelle vie del centro della città carioca con lanci di sedie e bottiglie. La polizia brasiliana è ricorsa a gas lacrimogeni e ordigni assordanti. Grande tensione, poco prima della finale, anche per una manifestazione davanti al Copacabana Palace, hotel dove erano ospitati alcuni dirigenti della Fifa. La fine del mondiale ha contribuito ad acuire le schegge di protesta contro il governo che dopo la prima settimana del torneo erano quasi sparite. La polizia brasiliana ha disperso un migliaio di manifestanti in praça Saens Peña, poco lontano dal Maracanà. Cariche, lacrimogeni e bombe «a effetto morale»: la Pm non ha neanche lasciato iniziare il corteo. Quattro arresti mentre gli attivisti denunciano pestaggi e violenze. Scontri e saccheggi anche a Buenos Aires. Il bilancio dei disordini è di 120 arresti e 70 feriti, ha annunciato il capo della segreteria della sicurezza nazionale, Sergio Berni. Circa 100.000 persone si erano radunate all’Obelisco, nel cuore di avenida 9 de Julio. Alla fine della partita un gruppo di tifosi ha iniziato a lanciare pietre contro la polizia e le postazioni dei media. Devastati negozi, un teatro, un albergo e alcuni veicoli. «Quanto accaduto è stato completamente progettato e potevano accadere episodi peggiori», ha spiegato Berni precisando che i violenti «sono stati presumibilmente gli ultras di Chacarita e Independiente». Poche ore dopo l’Albiceleste veniva accolta all’aeroporto di Ezeiza da migliaia di tifosi con striscioni e in seguito dalla presidente Cristina Kirchner. In Germania invece un giovane è stato ucciso a coltellate nei festeggiamenti. La vittima è un 19enne accoltellato a Brema, nel nordovest della Germania, durante la proiezione della partita in un cinema. Quando ai supplementari lo schermo si è spento per un guasto è iniziata una rissa. Un giovane di 22 anni, ritenuto il colpevole dell’accoltellamento, è stato arrestato. A Bergheim, Germania occidentale, una donna di 23 anni è stata gravemente ferita da un proiettile vagante mentre era alla guida.
Rabbia ultrà e ultimi cortei
Guerriglia a Buenos Aires: 120 arresti. Un morto a Brema. Risse e disordini a Rio, la polizia disperde mille manifestanti
