La conquista del mondo. Questo il traguardo che la Germania si è posta: regalare la prima vittoria al di fuori dei confini europei e nel continente americano. Ha importanza relativa, infatti, che quattro anni fa la Spagna di Del Bosque aveva a suo modo infranto un tabù firmando il primo e finora unico Mondiale Africano. Questa semifinale ha dunque un significato del tutto particolare. Se ci sono un popolo, e una squadra, capaci di simili imprese sono i tedeschi. Non vincono la massima competizione del calcio internazionale dal 1990, quando a Roma batterono l'Argentina di Maradona con un rigore di Andreas Brehme, non sarà inutile ricordare che il calcio tedesco vanta un autentico record dei podi. Il Brasile invece la sua meta più prestigiosa l'aveva realizzata molto presto, in occasione del primo titolo iridato vinto. Era il 1958 quando la formazione guidata dal giovanissimo Pelé aveva distrutto gli svedesi padroni di casa. Ma del resto ci sarebbero state altre occasioni da parte dei brasiliani per trovare terre di conquista lontano dai confini della Patria. Già dal trionfo in Cile in finale sui Boemi al successo in Asia, battendo proprio la Germania in finale. La partita di questa sera peraltro ha assunto toni particolari perché i padroni di casa dovranno affrontare questa delicatissima semifinale senza Neymar, l’uomo che finora ha risolto tutti i problemi, e senza lo squalificato Thiago Silva. Una situazione difficile gestita però con poca eleganza. A partire dalle voci su un miracoloso recupero del giovane del Barcellona, al goffo tentativo di mettere in dubbio la legittimità dello stop inflitto al difensore. Anche stavolta, secondo teutonica tenacia ,la Germania ci proverà in tutti modi. So’ Capoccioni direbbero a Roma e oltre tutto li sorregge un'ottima condizione fisica. Rimane comunque aperto il discorso sull' esito finale della Coppa del Mondo. Potremmo avere una sfida sudamericana, una sfida europea, o più probabilmente un ennesimo incontro fra i due Mondi. Mi rifiuto di considerare tra le gare ancora in calendario la cosiddetta finalina, una partita tradizionalmente di una tristezza infinita perché sono chiamate a giocarla due squadre escluse dalla corsa alla vittoria. Non avranno voglia di dannarsi per assicurarsi un terzo posto del quale il giorno successivo nessuno riuscirà a ricordarsi. Spero comunque che i due giorni destinati a definire l’episodio conclusivo siano onorati da spettacolo sereno e lealtà. Come avrebbe voluto Don Alfredo, il numero uno tra gli umani del calcio che ricorderemo con infinito rimpianto.
Per i tedeschi un’occasione storica
di GianfrancoGiubilo La conquista del mondo. Questo il traguardo che la Germania si è posta: regalare la prima vittoria al di fuori dei confini europei e nel continente americano. Ha importanza...