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Dzeko come Turone e la Bosnia va a casa

di Gianfranco Giubilo Tanto di cappello agli All Blacks, uno spettacolo vederli su un campo di rugby. Ma con i neozelandesi fermiamoci qui, sequestrate il fischietto a O’Leary, avvilente vederlo...

T anto di cappello agli All Blacks, uno spettacolo vederli su un campo di rugby. Ma con i neozelandesi fermiamoci qui, sequestrate il fischietto a O’Leary, avvilente vederlo protagonista di un Mondiale come arbitro. Dzeko come Turone, ma almeno Bergamo aveva fatto un viaggetto da Livorno, l’uomo che ha cancellato dal Mondiale la Bosnia è arrivato da molto lontano. Alla Nigeria, aveva anche convalidato una rete viziata da solare irregolarità, il povero Pjanic penserà che non soltanto la Roma è in credito con i direttori di gara. Ma il marchio giallorosso pesa anche su Fabio Capello, che con gli arbitraggi mondiali era già pesantemente in credito, dopo il gol rubato a Lampard. Il tedesco Brych ha negato alla sua Russia un clamoroso rigore, che avrebbe mandato al riposo il Belgio in svantaggio, meritato. Ma non basta, perché arriva anche la beffa atroce, dopo che invano la Russia, con il suo organico tutto del campionato nazionale, non il massimo, aveva dominato la fioritura di talenti del Belgio. Ma nei minuti finali si ricordano della loro quotazione Hazard e il nuovo entrato Mirallas, un palo colpito. Il colpo risolutivo lo firma Origi, il ragazzino del Lilla che già aveva dato una svolta positiva alla gara con il suo ingresso. Era anche uscito Mertens, largamente il più bravo nel primo tempo, ma la fortuna soccorre ancora Wilmots, già sicuro degli ottavi e quasi certo di evitare la Germania. L’attenzione del tifo italiano è tutta rivolta a domani, quando passerà l’ultimo treno per la fase del «juego a morir», mai definizione fu tanto adeguata al momento vissuto dalla nostra Nazionale. Nel quartier generale, attento studio delle strategie per far piangere lacrime copiose a Suarez e Cavani, per dimenticare i pesci in faccia ricevuti dalla Costa Rica, alla quale si guardava con sufficienza simile alla spocchia, con inevitabile castigo. Oggi una sola sfida ricca di fascino e di aspettative. Anche se Olanda e Cile sono già promosse, è in gioco il primato del girone, fondamentale per evitare un confronto prematuro con il Brasile, che non dovrebbe avere problemi di fronte al Camerun, pallido ricordo di antiche glorie. Grande impressione hanno destato i cileni, ma gli olandesi partono da una differenza-reti sontuosa, due risultati su tre a disposizione. Commiato tristissimo tra Australia, e si sapeva, e Spagna, il tonfo più fragoroso di questa prima fase. A casa i campioni di tutto, per avviare una non facile ristrutturazione totale.

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