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Bufera su Gasparri kamikaze di Twitter: «Inglesi coglioni»

Vincenzo Bisbiglia Servono ben sette righe e un paio di esempi al sito dell’importante quotidiano britannico The Guardian per spiegare ai propri lettori il significato dell’epiteto «coglioni». Il...

Bufera su Gasparri kamikaze di Twitter: «Inglesi coglioni»

Senato - Forza Italia presenta gli emendamenti al dl Lavoro

Servono ben sette righe e un paio di esempi al sito dell’importante quotidiano britannico The Guardian per spiegare ai propri lettori il significato dell’epiteto «coglioni».

Il termine, insieme alla parola «boriosi» è stato utilizzato la scorsa notte dal vicepresidente del Senato della Repubblica, Maurizio Gasparri, per etichettare il popolo inglese, al termine della prima partita dei Mondiali di calcio che ha visto la Nazionale italiana superare quella d’Oltremanica per 2-1. Il tweet dell’ex ministro del governo Berlusconi («Fa piacere mandare a fare... gli inglesi, boriosi e coglioni»), arrivato poco dopo il fischio finale, ha scatenato un vespaio di polemiche. Prima di finire su tutti i quotidiani online del Regno Unito, il profilo di Gasparri è stato assaltato da numerosi utenti italiani, che hanno iniziato a insultarlo, anche in maniera piuttosto pesante.

L’ex colonnello di Alleanza nazionale, oggi in Forza Italia, ha però reagito colpo su colpo, «bloccando» gli utenti scomodi e minacciando querele e ricorsi alla Polizia Postale.

Addirittura, nel flusso dei post sulla polemica sul social network si registra un lungo battibecco tra Gasparri e il profilo ufficiale della rivista Wired Italia : «Non so chi sia lei, non ci si può nascondere dietro l’anonimato», ha detto il numero due di Palazzo Madama al suo interlocutore. La rivista di tecnologia e innovazione scriveva: «Togliete Twitter a Gasparri (è per il suo bene)».

Maurizio Gasparri, oltre ad essere un appassionato tifoso di calcio, non è certo uno che va per il sottile nelle dichiarazioni pubbliche, sia attraverso internet che tramite i canali ufficiali. È proprio il Guardian a comporre una scheda delle «gaffe» dell’ex ministro, che secondo il quotidiano inglese «ha offeso ripetutamente colleghi e giornalisti usando i social network».

Dopo l’elezione di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti, ricordano i giornalisti inglesi, «disse in Rai che le elezioni americane "hanno reso felice Al-Qaida", facendo indignare gli oppositori politici e non solo».

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