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«Sogno il 3° mondiale in due sport»

Di gol ne ha segnati tanti in carriera, tanto da diventare uno dei marcatori più prolifici della storia del Genoa con 58 reti. Nei mondiali di Italia ’90 con la maglia della Cecoslovacchia, oggi...

Di gol ne ha segnati tanti in carriera, tanto da diventare uno dei marcatori più prolifici della storia del Genoa con 58 reti. Nei mondiali di Italia ’90 con la maglia della Cecoslovacchia, oggi Repubblica Ceca, ha sfiorato il titolo di capocannoniere: 5 realizzazioni contro le 6 di Totò Schillaci. Ora che ha appeso gli scarpini al chiodo, però, Tomas Skuhravy i conti li tiene in colpi e par, e il pallone invece di calciarlo in porta cerca di metterlo in buca. Infatti l’ex ariete rossoblu è tra i migliori giocatori di footgolf in circolazione. «Per me è un divertimento unico - racconta - si sta in mezzo alla natura insieme a persone piacevoli. Si scherza, si parla, il tutto senza la pressione del risultato. Anche se il footgolf non è così facile come sembra». È strano immaginare un centravanti di potenza come lei che misura i centimetri sul campo... «Il primo tiro è il più difficile. Sei lontano dal green e tra te e la buca magari ci sono alberi, sabbia e specchi d’acqua, senza contare le folate di vento. Basta sbagliare di poco e diventa tutto più difficile. E anche quando si è a pochi metri dalla bandierina bisogna essere molto precisi. Ad esempio se l’erba è bagnata la velocità del pallone cambia notevolmente. Il bello, però, è che possono giocare anche anziani e bambini. Il golf viene visto come uno sport elitario, questa è una variante per tutti: bastano un pallone e un paio di scarpe». Lei come l’ha scoperto? «Un giorno alcuni amici qui a Genova mi hanno portato a giocare una partita. Mi si è aperto un mondo, da lì in poi ho convinto decine di persone a cominciare». Nel mondo molti ex calciatori si stanno interessando a questa disciplina. In Italia si sente una specie di pioniere? «Sì e non mi dispiace il ruolo di testimonial. Cerco di coinvolgere tutti, è una cosa che va provata di persona». Il calcio, però, non lo abbandona. «Ora alleno i giovani del Genoa classe 2001. Ho cominciato il percorso da allenatore ma è troppo presto per sapere se sarà il mio futuro. Magari potrei diventare un giocatore professionista di footgolf (ride, ndr) anche solo per poter andare ai mondiali». Sarebbe uno dei pochi a partecipare a tre Coppe del mondo in due discipline diverse. «Sarebbe un sogno».

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