La conclusione in grande stile del Giro d’Italia, avvenuta a Trieste e accompagnata dallo spettacolo delle Frecce Tricolori, ha premiato nell’ultima tappa il velocista sloveno Luka Mezgec, che sul lungomare ha beffato il nostro Giacomo Nizzolo. Ma il capoluogo friulano ha incoronato definitivamente la nuova generazione del ciclismo mondiale: per la prima volta un colombiano, Nairo Quintana, si è aggiudicato la corsa rosa, e lo ha fatto davanti a un suo connazionale, Rigoberto Uran. Al terzo posto trova gloria l’Italia: Fabio Aru, corridore sardo classe 1990, coetaneo di Quintana, riesce a conquistare un podio che «a inizio Giro era difficile da pronosticare», come ha affermato il suo direttore sportivo Giuseppe Martinelli. E se si pensa che anche Uran è giovanissimo, in quanto rappresenta la classe 1987, vedremo ancora per tanti anni questi tre ragazzi duellare sulle strade di tutto il mondo. Purtroppo non li vedremo al prossimo Tour de France, che prenderà il via dalla Gran Bretagna il 5 luglio: la Movistar punterà infatti su Valverde, mentre l’Astana di Aru schiererà Vincenzo Nibali come capitano unico, con la speranza che possa riportare la maglia gialla in Italia 16 anni dopo Marco Pantani.
Il Giro incorona Quintana
Carlo Gugliotta La conclusione in grande stile del Giro d’Italia, avvenuta a Trieste e accompagnata dallo spettacolo delle Frecce Tricolori, ha premiato nell’ultima tappa il velocista sloveno Luka...