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Sullo Zoncolan trionfa Rogers Quintana re del Giro

Carlo Gugliotta La salita più dura d’Europa ha espresso il proprio verdetto: a trionfare sulla vetta del Monte Zoncolan, ascesa che presenta rampe superiori al 14%, ha visto il trionfo dell’australi...

La salita più dura d’Europa ha espresso il proprio verdetto: a trionfare sulla vetta del Monte Zoncolan, ascesa che presenta rampe superiori al 14%, ha visto il trionfo dell’australiano Michael Rogers. Ma ha anche fatto capire al mondo intero che Nairo Quintana è il corridore più forte del Giro d’Italia 2014. Polemiche dello Stelvio a parte, il corridore del Team Movistar anche ieri ha mostrato tutta la sua classe, mettendo la squadra a lavorare per tutto il giorno e sfoderando una bella prestazione negli ultimi chilometri, quando è riuscito a mettere alle corde il nostro Fabio Aru. Rogers faceva parte della fuga del mattino, che è scattata pochi chilometri dopo la partenza da Maniago: insieme all’australiano, già vincitore della tappa di Savona, c’erano tra gli altri anche gli italiani Franco Pellizotti e Manuel Bongiorno. A metà dell’ascesa verso la cima del Monte Zoncolan il corridore dell’Androni-Venezuela ha mollato, mentre Bongiorno è stato costretto ad alzare bandiera bianca solo per colpa di uno spettatore che gli ha dato una spinta in un tratto al 22%. «Non mi ero accorto dell’incidente a Bongiorno - ha detto Rogers in conferenza stampa - ma credo di aver offerto comunque una buona prestazione». Il corridore della Bardiani ha fatto un fuori giri per cercar di rientrare, ma è stato superato da Pellizotti, che ha chiuso secondo. Nairo Quintana regola il gruppo dei migliori in classifica generale: insieme a lui arrivano anche Rigoberto Uran e Fabio Aru, che oggi a Trieste (diretta tv Raisport2 ed Eurosport dalle 14) saliranno sul podio finale. Un italiano e due colombiani lasciano il segno su un Giro d’Italia giovane, visto che Uran è del 1986 e gli altri due sono del 1990. L’Italia può vantare anche il quinto posto di Domenico Pozzovivo, che ha cercato di rimanere fino agli ultimi chilometri alla ruota di un Quintana che sembrava quasi non fare fatica: «In realtà anche io soffro - ha spiegato in conferenza la maglia rosa - però credo di essermi preparato bene per l’appuntamento. Il prossimo anno vorrei provare a correre Giro e Tour insieme».

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