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Weening brucia Malacarne allo sprint

MODENA A Sestola trionfa l’olandese Pieter Weening, collezionando così il suo secondo successo personale in carriera ottenuto alla corsa rosa dopo quello ottenuto nel 2011. Tre anni fa la vittoria...

MODENA A Sestola trionfa l’olandese Pieter Weening, collezionando così il suo secondo successo personale in carriera ottenuto alla corsa rosa dopo quello ottenuto nel 2011. Tre anni fa la vittoria gli valse anche la maglia rosa, mentre quest’anno la tappa con partenza da Lugo verrà ricordata più per l’exploit di Domenico Pozzovivo che per il successo del portacolori dell’Orica GreenEdge. Il corridore lucano è infatti stato protagonista di un attacco sull’ultima salita, accelerazione che non ha provocato la reazione della Bmc di Cadel Evans: con questa progressione lo scalatore dell’Ag2r ha rosicchiato 30” sull’australiano ottenendo così il terzo posto di tappa e la quarta posizione in classifica generale. Secondo posto, nella decima frazione, per Davide Malacarne, che ha fatto parte della principale fuga di giornata composta da 14 uomini, tra i quali anche Weening, che si è imposto allo sprint a due. La maglia rosa resta sulle spalle di Cadel Evans, che rimane leader alla vigilia del secondo dei quattro giorni di riposo. La sua squadra ha fatto un ottimo lavoro in questa prima parte di Giro, ed è soprattutto grazie all’azione dei suoi gregari che l’australiano è riuscito a conquistare la maglia rosa evitando le tante cadute che si sono susseguite. Tra gli italiani continua a tenere botta anche il giovane Fabio Aru, il quale si è difeso anche nell’arrivo di Sestola nonostante una foratura: è sempre stato al suo fianco Michele Scarponi, finito ormai fuori classifica dopo la caduta di Cassino. Ha destato qualche piccola polemica il controllo antidoping al quale si è sottoposto Diego Ulissi, vincitore della tappa di sabato: gli ispettori sono infatti arrivati alle 6 del mattino a prelevargli il sangue nonostante il lungo trasferimento che lo ha portato ad andare a dormire verso mezzanotte. I controlli sono sacrosanti, come lo stesso Ulissi ha affermato, ma è anche vero che altre discipline sportive non si sono mai adeguati a questo modo di fare: fino a che la legge non sarà uguale per tutti, i corridori verranno sempre considerati come cavie.

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