Ci risiamo. La Giustizia Sportiva si ritrova ad arginare una delle tante falle aperte all'interno del proprio regolamento e le istituzioni del calcio italiano vanno in tilt. Questa volta però il processo avviato nel voler limitare i danni, corre veloce quanto la volontà di non prendere una posizione netta, aspettando che qualcuno faccia il primo passo nell'assunzione delle responsabilità. Rimane quindi appeso ad un filo Mattia Destro, sanzionato dal Giudice Sportivo Tosel per 3 turni dopo la manata rifilata ad Astori e ora in attesa di capire se anche lui verrà risucchiato dai parametri del codice etico del ct azzurro Prandelli. L'attaccante romanista infatti potrebbe essere escluso dallo stage programmato dalla Nazionale per il prossimo 14 e 15 aprile a Coverciano. Il condizionale è obbligatorio perché una decisione non è ancora stata presa: la convocazione rimarrà probabilmente in bilico fino alla sentenza della Corte di Giustizia Federale, che ancora una volta dovrà esprimersi sul ricorso preparato dalla Roma contro la sanzione comminata dal Giudice Sportivo. La confusione regna sovrana e le tesi continuano ad essere riviste nel giro di poche ore, considerando che appena 48 ore fa il presidente della Figc Abete sembrava essere stato molto chiaro in merito: «Destro escluso da Prandelli? La valutazione del ct non ha nulla a che vedere con il Giudice Sportivo». In quella occasione infatti, Prandelli decise di escludere De Rossi dalla lista dei convocati per l'amichevole tra Spagna e Italia addirittura un giorno prima che Tosel comunicasse la squalifica del centrocampista per tre turni in campionato. Bastarono le immagini riproposte all'infinito del pugno rifilato ad Icardi per prendere una decisione e anticipare il comunicato. Di conseguenza non ci sarebbero dovuti essere dubbi nemmeno in questa occasione, facilitata per di più dalla squalifica già commissionata a Destro dalla Giustizia Sportiva. Nella giornata di ieri invece, divampate le polemiche per la discussa applicazione del regolamento sulla prova tv, le parole dei protagonisti sono diventate più attendiste, riservando decisioni future al giudizio della Corte Federale, che presto sarà chiamata in causa per discutere il ricorso che verrà presentato dalla Roma. Come ha spiegato nuovamente Abete: «La Roma ha annunciato ricorso, è opportuno attendere il termine dell’iter della Giustizia Sportiva sia nella logica dell’autonomia, terzietà e indipendenza degli organi di giustizia perché abbiamo avuto anche recentemente una fattispecie che è stata diversamente valutata in primo e secondo grado (l'episodio di Frey del Chievo, ndc). Sulla base del ricorso della Roma e delle argomentazioni che saranno portate in esito alle decisioni che meriterà di assumere la Corte di Giustizia federale si potrà avere un quadro più organico di questa situazione», spiega il presidente della Figc. Il codice etico continua però a nascondere più di un'interpretazione, che ha già registrato assoluzioni importanti: ultime quelle di Osvaldo (reo di aver colpito il compagno di squadra Fonte nell'ultima parentesi al Southampton) e di Balotelli, squalificato per tre turni dopo aver espresso ingiurie verso l'arbitro Banti al termine della gara tra Milan e Napoli. Una linea mai conosciuta invece da De Rossi (escluso per ben 4 volte) e che ora Destro è ansioso di scoprire in prima persona con quale metodo verrà brillantemente applicata.
Continua la farsa del «codice etico»
Prandelli esclude il romanista dallo stage dell’Italia se non verrà accettato il ricorso Abete si contraddice: prima parla di indipendenza del ct, poi si «affida» al giudice
