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Sconfitta senza alibi

Acea travolta a Reggio Emilia Inguardabili Hosley e Szewczyk

Nessuna bottiglia di lambrusco da stappare per l’Acea Roma che torna dalla gita a Reggio Emilia sconfitta senza appello 89-76 dalla Grissini Bon Reggio Emilia, accompagnata nella capitale da una quantità di dubbi che, pur con i playoff blindati visti i risultati della giornata (ko di Avellino per mano di Bologna e quello fragoroso di Venezia caduta in casa per mano dell’impertinente matricola Pistoia), la pongono di fronte ad un futuro prossimo colmo di insidie. Anche sul legno del Pala Bigi è apparso chiaro come l’unica soluzione per estirpare il bubbone che veste la canottiera numero 14, al secolo Quinton Hosley, sarebbe il taglio. Il giocatore è un guazzabuglio di contraddizioni non sostenute neppure da un talento eccezionale. Lo rende appetibile solo il passaporto comunitario. Pensare che avrebbe dovuto sostituire Gigi Datome appare una bestemmia cestistica. E se accanto a lui ruotano personaggi che pesano, in tutti i sensi vista la stazza, come Szewczyk (Ignerski dove sei?) ecco che il frittatone è fatto. Dalmonte ha sempre messo, da ottimo nocchiere, se stesso davanti alla platea per difendere il gruppo. Ora dopo le frecciate della scorsa settimana deve anche iniziare a fare nomi e cognomi. È vero che a Reggio la Virtus si è presentata senza i claudicanti Bobby Jones e Moraschini, e con Mbakwe a mezzo servizio, ed è vero anche il protagonismo che in alcuni casi sa di vendetta degli arbitri (letali i fischi dell’ultimo minuto del primo quarto) ma se questi dati diventassero alibi non si farebbe il bene dell’Acea. Che fino al 9’ ha giocato una pallacanestro di buona qualità nelle due metà campo. Righetti, richiamato all’agone per le assenze, si è fatto trovare pronto e sulle ali di un Goss vero capitano. Roma è rimasta incollata all’avversaria. 15-15 è stata l’ultima parità ed una triplona di Goss aveva limato sul 21-18 il nuovo svantaggio. Qui sono entrati in scena i tre protagonisti non attesi col fischietto che hanno piazzato in rapida successione un tecnico a Baron, il secondo fallo a Goss ed un tecnico a Dalmonte dopo che Mbakwe era stato strattonato tipo incontro di sumo. La Grissini Bon non s’è fatta pregare e chiamando a recitare in ordine sparso gente talentuosa come Bell, White, Cinciarini e Silins è dilagata. Dopo la presumibile strigliata di Dalmonte la Virtus è tornata sul legno decisa a riguadagnare, almeno in parte dei suoi, la dignità. Aggrappandosi all’immenso cuore ed alla classe di capitan Goss l’Acea ha limato e ritrovando un Baron non ancora sfolgorante ma di nuovo nel vivo delle azioni è arrivata sul - 8 (58-50). Qui è stata scippata del pallone del possibile riavvcinamento a - 6 o - 5 da un fischio che ha tramutato un chiaro sfondamento di White nel terzo fallo di Goss. La partita è scviolata via regalando ai padroni di casa anche il vantaggio negli scontri diretti. Ora c’è la pausa per l’All Star Game, utile per riflettere e ritrovare gli infortunati, e dopo i capitolini voleranno in Sardegna per sfidare la Dinamo.

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