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«Finale di Champions contro la Juventus»

Il presidente Pallotta confessa il suo sogno prima di ripartire Poi su Garcia: ancora presto per parlare di rinnovo di contratto

Presentato il progetto, non si ferma il lavoro di James Pallotta, che prima di lasciare la capitale ha preferito dedicare l'intera giornata allo sviluppo del nuovo stadio romanista, presentato ufficialmente mercoledì in Campidoglio. Ieri il presidente romanista è rimasto nel suo hotel del centro insieme al Ceo Zanzi e l'intero staff che si sta occupando di ogni aspetto legato alla realizzazione dell'impianto prima di imbarcarsi in serata sul solito volo privato da Ciampino e diretto negli States. Una riunione fiume che lo ha costretto a disertare nel pomeriggio l'evento organizzato alla mostra «Roma Ti Amo» a Testaccio (Falcao è stato l'ospite d'onore) preceduta però dall'intervista rilasciata a Sky, in cui ha analizzato molti aspetti legati al futuro della squadra. Dal rinnovo di Garcia: «Ne abbiamo parlato, ma Rudi non ha fretta perché lui è impegnato adesso soltanto a vincere», al sogno di poter disputare una finale di Champions: «In finale mi piacerebbe incontrare la Juve». Pallotta tocca ogni argomento svelando anche un piccolo retroscena: «Circa 7 anni fa il magnate americano Soros era intenzionato ad acquistare la Roma, poi la trattativa è saltata un giorno prima della firma». Un pensiero viene dedicato alla squadra, in particolare alla bandiere che la Roma può vantare nel gruppo: «Sarebbe fantastico poter replicare giocatori come De Rossi, Florenzi e Totti. Quando il capitano deciderà di smettere ritireremo la maglia». Poi si ritorna a parlare di stadio: «Sono sicuro che incontreremo difficoltà ma era necessario avere uno stadio. È un aspetto fondamentale per competere ai massimi livelli nel mondo». Il primo passo intanto è stato ottenuto con la vendita di circa il 20% delle «suites» che sorgeranno all'interno dell'area vip per un introito economico poco inferiore ai 9 milioni di euro. Cifre ridicole in confronto ai numeri dell'investimento che riguarderà l'intera opera e soprattutto le infrastrutture necessarie all'apertura dell'impianto, ma che diventeranno fondamentali nel prossimo futuro quando i proventi derivati dalle attività dello stadio cominceranno a produrre utile. D'altronde numerose aziende internazionali hanno già mostrato attenzione e interesse verso il progetto giallorosso, come confermato ieri anche dagli States da Bob Newman, presidente della AEG Facilities, uno dei più importanti operatori al mondo nel settore dell'intrattenimento: «L'AEG sta vagliando la possibilità di giocare un ruolo nello sviluppo del progetto. Il mercato di Roma è uno dei più stimolanti al mondo». Un processo che la Roma ha portato avanti da qualche mese a questa parte, ascoltando possibili investitori e proponendo nuovi accordi commerciali. Timidi contatti sono stati intrapresi nel recente passato con l'Etihad Airways e la Turkish Airlines, due tra le compagnie aeree in più rapida espansione a livello globale. Per il momento rimangono al vaglio i nomi di numerosi investitori, fondamentali per finanziare un'opera da circa un miliardo di euro complessivi. La garanzia economica sarà affidata alla banca americana Goldman Sachs, l'advisor scelto da Pallotta per facilitare e condurre in porto il prima possibile l'operazione.

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