Capelli biondi, unghie laccate con lo smalto nero, e un sorriso dentro al quale cerca di nascondere la sua adolescenziale timidezza. Tra i tavoli di Subbuteo dell’Helios Village di Roma c’è anche Giuditta Lo Cascio, già campionessa del mondo a livello individuale nel 2012. «È una passione che mi ha trasmesso io padre - confessa - e da quel momento non ho più smesso». Giuditta gioca nella squadra del Bagheria, insieme al padre e al fratello. «Sono iscritta alla facoltà di Scienze Politiche a Palermo, ma all’università in pochi conoscono questa mia passione. Mi alleno due volte a settimana, partecipo ai tornei regionali, faccio le trasferte più importanti». Una passione che presto si è tradotta in successo, con vittorie inaspettate. «Quando sono diventata campionessa italiana a Bagheria non lo sapeva quasi nessuno. Poi il preside del mio liceo ha messo l‘articolo del giornale con tanto di foto in bacheca. Giocare a Subbuteo mi dà la possibilità di conoscere tante persone, è una piccola finestra sul mondo. Giocherò ancora per molto tempo». Giuditta sorride, soprattutto quando parla della vittoria del Mondiale. «Era l’anno della maturità, mi ero allenata pochissimo ma ero comunque tranquilla. Si giocava a Palermo, giocavo in casa. In finale ho battuto una giocatrice svizzera che aveva eliminato la mia amica Eleonora. Nel primo tempo vincevo per due a zero. Poi lei ha accorciato le distanze. Che ansia!». Giuditta torna sui tavoli da gioco con l’Inter, la sua squadra del cuore.
«Passione ereditata da mio padre»
Capelli biondi, unghie laccate con lo smalto nero, e un sorriso dentro al quale cerca di nascondere la sua adolescenziale timidezza. Tra i tavoli di Subbuteo dell’Helios Village di Roma c’è anche...