La Milano-Sanremo non finisce mai di stupire. Un percorso che sulla carta sembra semplice, quest’anno orfano della Pompeiana, nuova salita che all’ultimo momento non è stata più inserita, e delle Manie, ma la vera difficoltà resta sempre il chilometraggio molto impegnativo, che sfiora i 300 km. Ingredienti vincenti, che rendono la Classicissima imprevedibile soprattutto nei risultati: si aspettavano i soliti nomi alla vigilia, ma alla fine l’ha spuntata un norvegese, Alexander Kristoff, della squadra russa Katusha. C’è però anche un po’ di Italia nel suo successo: il corridore, vincitore del bronzo ai giochi olimpici di Londra 2012 nella prova in linea, ha alzato le braccia al cielo in seguito a uno sprint condotto magistralmente grazie anche all’ottimo lavoro del proprio compagno di squadra Luca Paolini. E’ stata una volata imperiale: nessuno è riuscito a mettere in difficoltà Kristoff, che fino a ieri poteva vantare come miglior piazzamento un quarto posto al Giro delle Fiandre dello scorso anno. Il norvegese ha battuto Fabian Cancellara, unico dei favoriti della vigilia a chiudere sul podio, che conquista così il terzo secondo posto in carriera nella Classicissima e il quarto piazzamento sul podio nella corsa di primavera, ai quali deve essere aggiunta la vittoria del 2008. Terzo posto per Ben Swift, britannico del Team Sky. Tra i pronosticati della vigilia termina al quinto posto Mark Cavendish, al quale è mancato solo lo spunto finale, mentre subito dietro di lui si piazza il primo degli italiani, Sonny Colbrelli: e sul suo risultato, sicuramente molto buono visto che si tratta di un ragazzo molto giovane, c’è qualche recriminazione da fare, in quanto non ha aspettato la volata ma ha provato ad anticiparla a tre chilometri dal traguardo, sprecando così non poche energie. Termina invece all’ottavo posto l’altra speranza azzurra della vigilia, Sacha Modolo, che non ha interpretato al meglio lo sprint. Delude, invece, Peter Sagan, lo slovacco che era partito come favorito numero uno e che ha chiuso al decimo posto dopo che la squadra ha svolto un lavoro a dir poco perfetto. Per il secondo anno consecutivo la Classicissima di primavera si è trasformata in una classica invernale: i corridori sono partiti da Milano con il cielo nuvoloso e lungo la strada hanno trovato tanto freddo e soprattutto hanno preso anche pioggia e grandine. Una vera e propria corsa al massacro, non tanto dissimile dalla scorsa stagione, quando a rendere le cose ancora più complicate ci si mise anche la neve. Dopo la fuga del mattino, la corsa è stata animata soprattutto da Vincenzo Nibali, il quale ha rotto gli indugi sulla Cipressa, la penultima salita di giornata: lo Squalo dello Stretto ha ripreso gli attaccanti della prima ora e ha cercato di involarsi tutto solo fino al traguardo, ma sul Poggio il capitano dell’Astana è stato ripreso complice il forcing della Bmc e del Team Sky. Durante l’attacco di Nibali la Cannondale ha lavorato alla grande per Peter Sagan, ma nel finale non c’è stato nulla da fare: sotto la pioggia è la Norvegia a fare festa.
La perfezione di Kristoff
Ciclismo Il norvegese vince la Milano-Sanremo Sul podio anche il favorito Cancellara e Swift
